Lettera aperta a un giornale della sera sul 25 aprile

montesole

Caro Marco Cianca,

leggo il tuo articolo sul 25 aprile mentre, in treno, sto andando a Marzabotto.

Ho deciso infatti di trascorrere lì, quest’anno, il giorno della Liberazione. L’ho deciso per tanti motivi, non ultimo il fatto che a Monte Sole si presenteranno nuovi documenti sui processi ai criminali responsabili delle stragi del 1944, processi le cui sentenze, emesse in anni recenti, troppo recenti, non sono mai state eseguite.

Ho preso il treno, dunque, perché qualcosa di vivo e tremendamente attuale ancora mi lega, ci lega a quella storia, nessuna muffa, nessuna retorica, ma storie di persone tenute in vita da storici, familiari, avvocati e giornalisti che ho trovato uniti in una sala gremita di giovani e anziani, in uno dei giorni di pioggia più bui e tristi che io abbia mai visto a fine aprile.