Sopravvivere nel sogno: l’autoritratto di Manea

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di Giacomo Giossi 

Norman Manea è uno dei pochi autori in grado di riconoscere il corpo frammentato del Novecento – trasformandolo in densa letteratura – e di portarlo in viaggio fino nel nuovo secolo. Non è la nostalgia e non è la malinconia la cifra di un autore da sempre straniero in primis alla propria stessa terra. In viaggio (e non in fuga) da un secolo che ha rimosso nell’ideologia ogni origine, che ha schiacciato la cultura e ridotto a ridicola estetica la politica, Manea ha la consapevolezza del reduce che non si limita a sopravvivere nel ricordo di chi è caduto o è stato schiacciato, ma alimenta nella scoperta un ricordo che è una confessione di curiosità per le anime perse.

Nina Cassian: poesie tra viscere e disincanto

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Questo articolo è uscito su Alias, l’inserto culturale del manifesto.

Di Nina Cassian, finora, i lettori italiani conoscevano a malapena il nome. A parte sporadiche apparizioni nelle antologie di poesia romena, il suo unico volume pubblicato nella nostra lingua, Inverno, uscì nel lontano 1960, peraltro in una traduzione oggi irrimediabilmente invecchiata. Ecco perché la splendida antologia curata per Adelphi da Ottavio Fatica, C’è modo e modo di sparire. Poesie 1945-2007 (traduzione di Anita Natascia Bernacchia e Ottavio Fatica, pp. 301, € 25,00), rappresenta un’autentica rivelazione da annoverarsi senz’altro tra gli eventi editoriali più rilevanti di quest’anno.