Mister Bombastium. Sulla vaghezza nel grillismo

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Riprendiamo questa riflessione uscita sul blog di Raffaele Alberto Ventura.

Post suffragium omne animal perplexe. Per una settimana mi sono chiuso nel silenzio — con qualche concessione ai bons mots su facebook — poi d’un tratto mi si è accesa una lampadina sopra la testa. E ho cominciato a capire: il movimento di Beppe Grillo è l’equivalente politico del Bombastium.

Bisogna tornare ai classici, e in particolare alla storia Zio Paperone e il tesoro sottozero firmata da Carl Barks nel 1957. Entrato per caso in una sala d’aste, il multimiliardario paperopolese acquista una palla di Bombastium, un misterioso elemento ambito dai servizi segreti brutopiani, ovvero sovietici. In mezzo a mille peripezie, da Paperopoli fino al Polo Nord, i nipotini scopriranno per caso che il Bombastium è una specie di grosso gelato con una caratteristica specialissima: ogni volta che lo si assaggia, esso ha un sapore differente. Ma prima di capire che la “semiosi infinita”, per così dire, è una caratteristica sostanziale del Bombastium, Qui Quo e Qua perdono tempo a bisticciare sul vero sapore del gelatone: Fragola! Ma vaffanculo, è cioccolato! Sei un morto vivente, è vaniglia!

Tempo fuori sesto. Guy Debord contro la Modernità 6

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Pubblichiamo la sesta parte del testo di Raffaele Alberto Ventura su Guy Debord. Qui le puntate precedenti.

Ma a chi giova la catastrofe? L’aspetto forse più debole del pensiero di Guy Debord è la teoria del segreto generalizzato, che presuppone un funzionamento perlomeno efficace, anche se nocivo, della macchina spettacolare. Forte di questa convinzione Debord aderì negli anni a varie ipotesi dietrologiche, così guadagnandosi la fama di Grande Paranoico. Nella prefazione del 1979 alla quarta edizione italiana de La Società dello Spettacolo, Debord si diceva convinto che le Brigate Rosse fossero una creazione dei servizi segreti italiani; e precisava — qui c’è del genio — come la sigla SIM, Stato Imperialista delle Multinazionali, evocasse in verità i Servizi d’Informazione Militare, ovvero l’intelligence fascista, per via d’un «lapsus del computer con cui era stata programmata la dottrina».