I fantasmi di James O’Barr

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Questa intervista è uscita su Repubblica Sera, che ringraziamo.

Come fumetto underground resta il più venduto di tutti i tempi, come film è un cult, e James O’Barr, meglio noto come “l’autore di Il corvo”, ancora oggi deve fare i conti con quella sua creatura. E il problema è che non può ricordarla con serenità: la storia di Eric e dell’amata Shelly, della loro morte violenta e del ritorno di Eric dall’aldilà con il corvo per vendicarsi, nasce infatti da un’esperienza personale, la morte di una ragazza investita da un ubriaco mentre prendeva la macchina per raggiungere il suo fidanzato: O’Barr, appunto. Un evento che gli scatena rabbia, senso di colpa, e quando tutti i “se non avessi…” gli esplodono in testa decide di lasciare Detroit, arruolarsi nei marines e approdare a Berlino, una città isolata perfetta per un uomo che si sente isolato. Siamo nel 1980, un anno dopo vedono la luce alcune tavole piene di ombre e odio, quasi uno sfogo. Quando poi O’Barr scopre la storia vera di due fidanzati uccisi per un anello da pochi dollari, da quelle tavole nasce la storia di una vendetta «nel nome di un grande amore». È Il corvo. Ma dovrà aspettare il 1988, e molti rifiuti, prima di vederlo pubblicato, e il 1994 per vederlo interpretato da Brandon Lee.