Una storia familiare

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Prosegue la rubrica a cura di Luca Romano in cui l’autore recupera e approfondisce libri che abbiano almeno tre mesi di vita. Stavolta è il turno di Una storia nera (Mondadori) di Antonella Lattanzi. (Fonte foto)

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Nel 1957 Bataille scrive un ambizioso volume nel quale cerca di mettere in relazione la Letteratura e il Male, in questo testo affronta principalmente alcuni autori, mostrando come spesso sia dal concetto etico-morale di male che da quello di colpa, scaturiscano lo stile e la materia che potremmo definire letteraria.

Nella villa del massacro del Circeo – un reportage

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Dal nostro archivio, un reportage di Antonella Lattanzi apparso sul Venerdì di Repubblica. Ringraziamo l’autrice e la testata.

È notizia degli ultimi giorni che finalmente la salma di Andrea Ghira, insieme a Gianni Guido e Angelo Izzo assassino del cosiddetto “massacro del Circeo”, unico tra i tre da sempre latitante, verrà riesumata.

Ghira fuggì al tempo dell’omicidio, venne condannato all’ergastolo in contumacia, non fu mai arrestato, secondo la versione ufficiale si arruolò nel Tercio – la Legione straniera spagnola – dove avrebbe cambiato nome in Maximo Testa De Andres. Sarebbe morto nel ’94 in Spagna per overdose di eroina, sepolto nel cimitero comunale di Melilla, e lì la sua storia sarebbe finita.

Ma nel 2005, dopo un’inchiesta di Chi l’ha visto, la sua salma fu riesumata una prima volta: il riscontro sul dna evidenziò che le ossa appartenevano di certo a un parente di Ghira. Non fu possibile appurare, però, che si trattasse proprio di Andrea Ghira.

Sognando Jupiter: i viaggi di Ted Simon

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo (fonte immagine).

Quando arriviamo all’Arsenale di Verona dove terrà il suo incontro, è letteralmente assalito da una folla. Definirli fan è sbagliato, si vede dalle facce, si vede da come lo avvicinano: intorno a quest’uomo c’è un culto. Lui è Ted Simon, ottantacinque anni a maggio, e se non sai chi è ti è sembra solo un signore inglese minuto, elegante, che parla piano e ti guarda pieno di curiosità.

Invece no. Il signore inglese – che per venire qui a parlare dei suoi libri, ospitato da una piccola ma splendida libreria di viaggio, Gulliver Travel, ha viaggiato solo, in macchina, da Aspiran, una cittadina nel Nord-Est della Francia dove vive ora, per più di 800 chilometri – ha fatto per ben due volte il giro del mondo in motocicletta. Una volta a quaranta, una volta a settant’anni. Dai viaggi sono nati due libri, I viaggi di Jupiter e Sognando Jupiter (pubblicati da Elliot), diventati immediatamente cult. Due libri che hanno influenzato la vita di milioni di persone e ispirato anche Ewan McGregor per Long Way Round, una serie di documentari in giro per il modo in moto: “Ted Simon è il nostro eroe e guru”, dice l’attore nel documentario.

Claudio Caligari, ancora un altro film! L’appello di Antonella Lattanzi, Valerio Mastandrea e tutti quanti noi di minima&moralia

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Claudio Caligari potrebbe girare un nuovo film. Il condizionale è dovuto alle difficoltà produttive. Chi ha visto e amato i suoi due lungometraggi non è insensibile al tema. Non lo sono Antonella Lattanzi, Valerio Mastandrea e tutti quelli che si stanno mobilitando perché il terzo film del papà di “Amore tossico” veda la luce. La […]

Figurine mondiali, seconda parte

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Di recente Luca Ricci ha curato per Radio 3 un ciclo di puntate intitolato Figurine mondiali, affidando a dieci scrittori italiani il compito di ridefinire alcune parole basilari del calcio. Pubblichiamo la seconda parte di questo Sillabario e, come contenuto extra, un racconto di Antonella Lattanzi; qui la prima parte. 

Gaia Manzini
Tifo

Nella mia vita, la parola tifo ha sempre avuto un significato ambiguo.

La prima persona a cui ho sentito parlare di tifo è stata mia nonna Valdina.

Camminavamo per il Parco Sempione un pomeriggio d’estate; io avevo cinque anni. Non appena vidi una fontanella, mi ci avventai liberando la mia mano dalla sua.

Figurine mondiali

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Di recente Luca Ricci ha curato per Radio 3 un ciclo di puntate intitolato Figurine mondiali, affidando a dieci scrittori italiani il compito di ridefinire alcune parole basilari del calcio. Qui la prima parte di questo Sillabario. (Fonte immagine)

Giorgio Vasta
Dribbling 

C’è stato un tempo – grosso modo tra il 1984 e il 1985 – in cui ho immaginato che il dribbling fosse non semplicemente una tecnica calcistica ma un modo di stare al mondo. Approfittando dell’esilità del corpo, di una buona rapidità di esecuzione e soprattutto di una congiuntura fisiologica e cognitiva che da allora non si è mai più riverificata, durante le partitelle estemporanee dell’adolescenza superavo ogni avversario come lo slalomista supera i paletti, procedendo per i campi di bitume come se fossero inclinati e i giocatori dell’altra squadra poco più che microscopici pretesti sparpagliati lungo il percorso. La felicità della finta era talmente intensa che il dribbling – in teoria niente di più di uno strumento utile a superare un ostacolo – era diventato un valore in sé e dribblare non era più un’eventualità del gioco, la risoluzione di un problema agonistico, bensì un obbligo, tanto fisico quanto morale, la partita soltanto una scusa per sperimentare l’euforia dell’assenza di attrito.

La cena degli scrittori

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Questo racconto è stato scritto nell’ambito della terza edizione del Festival Letterario “Gita al Faro” di Ventotene, dove Stefano Sgambati è stato “confinato” per cinque giorni insieme a Daria Bignardi, Giovanni Cocco, Marcello Fois, Antonella Lattanzi, Michele Mari, Elisabetta Rasy, Elisa Ruotolo e Mariolina Venezia proprio per produrre un testo ambientato nell’isola e che si ispirasse all’esperienza vissuta in loco e che è stato poi letto in una serata conclusiva davanti al pubblico. Tutti i racconti saranno raccolti in un’antologia dal titolo “L’isola delle storie” che sarà presentata a “Più libri, più liberi”, prossima fiera del libro di Roma in programma a dicembre.

La cena degli scrittori l’aspettavano tutti.

La piazza sembrava un pandoro: avete presente quelli più filologici del 24 dicembre, i pandori che hanno senso, senso davvero, tutti sbatacchiati nella busta di plastica, che da quel colorito marrone diventano bianchi, innevati di zucchero a velo, gnam gnam, ecco come sembrava la piazza, almeno agli occhi degli scrittori, che possedevano le metafore, le metafore e altre figure retoriche, ad esempio lo zeugma – lo zeugma era tra i più gettonati – e queste metafore e figure retoriche circolavano nel loro sangue, il sangue degli scrittori, come eritrociti e recavano ossigeno, perciò succedeva che all’improvviso una piazza poteva sembrare un pandoro o altre cose spiazzanti e molto entusiasmanti da un punto di vista del tropo, però, ecco, non è che tutti fossero dotati dello stesso sguardo e infatti i comuni mortali al posto dello zucchero a velo più che altro notavano i volantini e le cartacce e i nastrini e i cotillons e tutto quel traffico di auto a noleggio che una volta all’anno, da tre anni, arrivava a distoglierli dalla loro piccola normalità, perciò aspettavano con entusiasmo la cena, l’ultimo appuntamento del festival letterario dell’Isola di Ventotene.

Editoria, mercato e dibattito culturale: intervista a Paolo Repetti

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Quale sarà il futuro del libro e del dibattito culturale? Pubblichiamo un’intervista di Francesco Pacifico a Paolo Repetti, ideatore con Severino Cesari della collana Stile libero di Einaudi. L’intervista è uscita su Orwell, inserto culturale di Pubblico, il quotidiano di Luca Telese chiuso a dicembre 2012. 

Cosa pensi di «Orwell»? 

Mi piace molto la scelta di «Orwell» di fare un supplemento culturale non di recensioni o di pararecensioni, ma di commenti che potevano stare da «Aut aut» a una fanzine, con un gruppo di scrittori e intellettuali giovani e una discussione culturale che, per quanto a volte sia ironica e paradossale, non è frutto di un atteggiamento fintamente antagonistico come quello de «Il fatto quotidiano». Ovvero andare a vedere il complotto, svelare gli arcani segreti, cosa c’è dietro, cosa fanno gli editori. Ma appunto c’era un attacco di discussione culturale.

I doveri di uno scrittore oggi

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Questo pezzo è uscito sull’ultimo numero di Nuovi argomenti, da pochi giorni in libreria, intitolato “La rivista che sapeva troppo”, che contiene, fra i molti, scritti di Francesco Piccolo, Giuseppe Rizzo, Ben Lerner, Keith Gessen, Antonella Lattanzi, Paolo Di Paolo, e un’antologia critica sulla nuova narrativa italiana a cura di 404 File Not Found

di Claudio Morici

Uno scrittore oggi deve osservare la realtà.
No. Uno scrittore oggi deve osservare dentro se stesso.
Uno scrittore oggi deve leggere molto.
Uno scrittore oggi sta troppo tempo sui libri, quello che dovrebbe fare è vivere davvero!
Uno scrittore oggi non può “vivere davvero”, altrimenti quando scrive?
Uno scrittore oggi non conta più nulla.
Mai come oggi c’è bisogno dello scrittore!

Scrittori giovani o giovaniscrittori

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Questo pezzo è uscito su Repubblica.

di Antonella Lattanzi

È il gennaio 1980. Feltrinelli pubblica Altri libertini, del venticinquenne Pier Vittorio Tondelli. È una scossa nella letteratura italiana. Ad Altri libertini succede di tutto. Nasce da un «volumone» scritto in un anno, quattrocento cartelle inviate a Feltrinelli cui Pier Vittorio lavora insieme al redattore editoriale e critico letterario Aldo Tagliaferri, riducendole, strapazzandole e, infine, dimenticandole, «per far posto a quello che sarebbe diventato il mio libro d’esordio», dirà poi PVT…