Per chi fai il tifo? Breaking Bad  : dalla parte del cattivo

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Questo articolo è contenuto nella pubblicazione Storie (in) Serie, a cura di Carlotta Susca e Antonietta Rubino, consultabile qui.

di Carlotta Susca

Robin: You’re really telling me that when you watch The Karate Kid, you don’t root for Daniel-san? – Who do you root for in Die Hard?

Barney: Hans Gruber, charming international bandit. At the end, he died hard. He’s the title character.

R.: Okay, The Breakfast Club?

B.: The teacher running detention. He’s the only guy in the whole movie wearing a suit.

R.: I got one. Terminator.

L’Apocalisse della Belle Époque

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Pubblichiamo un articolo di Edoardo Castagna uscito su Avvenire ringraziando l’autore e la testata.
di Edoardo Castagna

Scrive lo storico Norman Stone che «in quattro anni il mondo passò dal 1870 al 1940» (La Prima guerra mondiale. Una breve storia, Feltrinelli). In pochissimo tempo si assistette a una tale rivoluzione – negli stili di vita, nella tecnologia, nel contesto ideale, nella politica: insomma, nella visione del mondo dell’intera popolazione europea – che fu avvertita immediatamente, con acuta sensibilità, dai contemporanei e alla quale la letteratura diede la voce più chiara, marcando come nota dominante quella della nostalgia. Una nostalgia che, nel caso della Grande Guerra, richiamava quel mondo ordinato e borghese non a caso definito, a posteriori, Belle Époque: proprio per rimarcare tale nostalgia, anche a costo di velarne alcuni difetti. Avrebbe scritto Robert Musil nell’Uomo senza qualità: «Onestà, continenza, cavalleria, musica, la morale, la poesia, la forma, il divieto, tutto ciò non ha altro scopo più profondo che dare alla vita una forma limitata e precisa».