Da Truman Capote a Maggie Nelson, l’ascesa del true crime come genere

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Pubblichiamo un pezzo uscito su Linus, che ringraziamo.

Appare sempre più evidente, per i lettori, spettatori e ascoltatori attenti a letteratura, cinema, serie tv e podcast americani, che il true crime sia diventato nel giro di pochi anni uno dei territori contemporanei più interessanti da esplorare. Podcast come Serial e serie tv come The Jinx, Making of a Murderer, o la più recente When They See Us diretta dalla regista americana Ava DuVernay, prodotta e distribuita da Netflix e dedicata alla storia dei cinque ragazzini di New York che negli anni ottanta vennero ingiustamente accusati e incriminati per l’aggressione e lo stupro di una donna a Central Park, ci hanno tenuto incollati agli auricolari degli smartphone e agli schermi di televisori e computer, affascinati più che dall’aspetto “crime” delle relative vicende, dalla possibilità che l’autorialità, l’audacia e la conquista di una forma che sia adeguata al contenuto guidi a una verità più autentica, profonda e giusta di quella cercata e trovata attraverso indagini della polizia e processi, o attraverso prodotti che inseguendo il mainstream perdono originalità e potenza.