Pratiche della fraternità. A proposito del film Il mangiatore di pietre di Nicola Bellucci

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di Baldassarre Caporali

Il titolo del film di Nicola Bellucci, Il mangiatore di pietre, si svela soltanto alla fine, e allude ad un rituale di coraggio dei passeurs, ma la pietra fa di più, poiché dà forma e colore ad un paesaggio aspro, avverso, resistente alle aspirazioni e all’immaginazione dell’umanità che si avvita in esso, stordita e prigioniera. Il sole non brilla mai, e neppure rischiara; la luce diurna imbarca quella notturna ed i passaggi cruciali della storia avvengono di notte. Gli interni sono ruvidamente ascetici, così da rendere nude le parole che vi si scambiano, mentre quelle parole, a volte importanti, che rompono il silenzio delle montagne, sono avvolte in una luce crepuscolare.