Ultimissima spiaggia

giorgionap

Questo pezzo è uscito sul Foglio.

Né con la Troika né con Piketty. Né decadenza né nostalgia. Invece integrazione, larghe intese, un’Eurozona molto tollerante e flessibile (ma niente costumi attillati come quello di Varoufakis, per carità. Qui solo boxer a piccoli fiori o piccoli quadretti. Con eccezioni, importanti, di cui si dirà). L’Ultima Spiaggia resiste come stabilimento del più strenuo radical chic, con tutte le sue componenti integrate meglio dei vari pilastri di Maastricht.

Si arriva a Capalbio con la abbastanza riflessiva Audi A3 cabriolet, qui chiusa per le polveri dello sterrato, e poi basta guardare le fotine sotto le capriate candide del ristorante, un vero e proprio museo della sinistra e non solo, sbiadite e uniformate in un azzurro vagamente seppiato: piccole realtà come operine di Joseph Cornell, altro che Bar Luce di Wes Anderson: ecco Andrea Barbato con Corrado Augias all’ombra (settembre 1990), ecco Francesco Rutelli che contempla appunti davanti a un piattone di pasta con faccia Alberto Sordi (mo’ me te magno); luglio 1992. Ecco ancora Augias che fa a braccio di ferro con Michelangelo Antonioni. Ma ci sono anche Jovanotti in cassa; Stefano Accorsi con Letitia Casta; Christian De Sica che beve un margarita e il sale gli rimane sulle labbra. Addirittura Pietro Taricone. E poi Giorgio Napolitano in tutte le età e in tutte le stagioni, autunno/inverno, primavera/estate, con impermeabile e berretto dei Carabinieri; in boxer con carabiniere di scorta. Con Clio. Senza Clio. Con baschetto.

La Grande Bellezza: un piccolo Gatsby

toniservillo-la-grande-bellezza

Se avete voglia di spendere 10 euro e 50 per assistere a un videogioco di due ore e mezza che avete visto cento volte gratis quando, vagando in rete, avete cliccato per sbaglio sul banner di Prada o di Sotheby’s Realty (immobili di pregio), potete seguire il mio esempio e andarvi a vedere la versione in 3D del Grande Gatsby firmata da Baz Luhrmann.

Se invece una simile esperienza di ascesi per principianti (a un quarto d’ora dall’inizio del film starete già pensando a tutto ciò che non accade sullo schermo) volete viverla per soli sei euro il mercoledì sera, potete fare sempre come me e dedicare la vostra delusione settimanale alla Grande Bellezza di Paolo Sorrentino.