Beatrix Kiddo era un tipo coraggioso

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Su un foglio scrive

– andare a comprare il latte

– andare a comprare i cereali integrali

– andare alla festa per l’anniversario

– cercare provviste tra le macerie di un disastro nucleare, essere costretta a sottrarre cibo a qualcuno un po’ meno svelto, magari non avere voglia di aiutare un vecchio. Dover decidere se finire o no qualcuno che agonizza sul marciapiede, qualcuno a cui sta venendo via la pelle dalle ossa a pezzettoni grossi

poi infila il cappotto, spinge il foglio giù per una tasca e va alla Coop. Tutto è ordinato sugli scaffali, entra, arraffa, paga ed esce in 7 minuti totali, ci sono molti vecchi ma per fortuna hanno le badanti. Esegue ogni operazione soltanto con una mano perché con l’altra stringe la pallina di carta nella tasca e, comunque, non è nemmeno del tutto infelice poiché si allena per quando perderà un braccio a causa delle esplosioni o delle le mine o del cancro alle ossa, e infatti lo fa alternando la destra e la sinistra, giacché non è possibile indovinare il destino: quel giorno sarà pronta e ambidestra. Anzi, per completezza avrebbe dovuto scrivere anche Cancro alle ossa.