Andy Warhol intervista Alfred Hitchcock

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Dal 21 al 23 ottobre torna al cinema, in versione restaurata, La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock (l’elenco delle sale è sul sito ufficiale). Pubblichiamo un estratto dell’intervista di Andy Warhol tratta da Io confesso. Conversazioni sul cinema allo stato puro, pubblicato da minimum fax nel 2008. Traduzione di Riccardo Bnà.

Il pezzo che segue fu pubblicato sulla rivista Interview, fondata da Warhol, in forma di pura sbobinatura – non editata – della conversazione; per questo motivo in alcuni punti si fa riferimento ai lati della cassetta su cui era stata registrata, e in altri compaiono stralci di dialogo che non vengono attribuiti a nessun interlocutore specifico; compaiono inoltre dei punti interrogativi nei passaggi in cui l’autore della trascrizione non era sicuro dell’ortografia dei nomi propri.

Hitchcock, di Andy Warhol (1974)

Venerdì 26 aprile 1974, New York, hotel Park Lane, al numero 36 di Central Park South. Alfred Hitchcock è in città, accompagnato dalla moglie Alma Reville Hitchcock, perché lunedì prossimo riceverà l’omaggio della Lincoln Center Film Society. Andy Warhol e Vincent Fremont raggiungono la suite di Hitchcock, dove ad accoglierli c’è John Springer, l’addetto stampa. Hitchcock è nel bel mezzo di un’intervista con «Un Giornalista» che apparirà su un settimanale nazionale il mese prossimo. In silenzio Warhol e Fremont entrano e si siedono in disparte. Dall’altro lato della stanza, su un divanetto, è seduta la signora Hitchcock. «Un Fotografo» sta aspettando la fine dell’intervista per fare qualche scatto. «Un Giornalista» e Hitchcock sono seduti di fronte a un’enorme finestra, uno davanti all’altro, e il loro profilo si staglia sullo sfondo di Central Park. Hitchcock indossa un vestito blu scuro, una camicia bianca e una cravatta scura. Warhol ha un paio di jeans e un blazer nero a doppiopetto firmato Yves Saint-Laurent.

Hey feminist

feminist ryan gosling

Questo pezzo è stato parzialmente pubblicato su D La Repubblica.

La notizia è che Ryan Gosling è diventato un’icona femminista. E che quel suo supersexy dire “Hey girl” è già slogan amatissimo dalle donne in rete. Artefice della bizzarra combinazione Ryan Gosling/femminismo è una ricercatrice di gender studies dell’Università del Wisconsin. Si chiama Danielle Henderson, e per rendere (a se stessa e alle sue colleghe) più accessibili nonché praticabili le teorie femministe nell’età contemporanea, lo scorso ottobre ha aperto il tumblr Feminist Ryan Gosling. Fatto alla buona con Photoshop e grande immaginazione, il blog mette insieme foto di Gosling e frammenti di discorsi e teorie femministe (o anche semplicemente “da femmina”), trasformando l’inconsapevole sexy divo nell’uomo perfetto per la donna emancipata di oggi.