L’Anti-Game, tra Baricco e Bifo

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(In foto: Susan Kare, designer statunitense che negli anni ‘80 ha progettato diversi elementi dell’interfaccia grafica del primo Macintosh.) di Silvio Lorusso Alessandro Baricco ha scritto un libro sulla rivoluzione digitale. E già questo è motivo d’irritazione. Non me ne voglia l’autore di The Game (il libro si chiama così), non ce l’ho con lui personalmente […]

Heroes, ma anche no

solitudine

Questo intervento è uscito su Bei Zauberei
(fonte immagine)

di Costanza Jesurum

Bisognerebbe sempre essere indulgenti quando dal mondo intellettuale arriva qualcuno che animato dalle migliori intenzioni prende delle categorie della clinica, delle questioni che riguardano la clinica, e ne fa una metafisica personale allo scopo di mettere in piedi una teoria della società. È una tentazione plausibile, forse persino un compito necessario – perché qualcuno insomma – si dovrà pur occupare di pensare a quello che succede, dovremmo pure tentare una ricerca di senso, e anche una strada per raddrizzare le cose. E quando si critica un simile tentativo – bisognerebbe sempre usare una certa gentilezza se ci si dovesse accorgere di una certa bontà di fondo nell’autore, una sua reale preoccupazione per l’umano, per il vicino, un dolore per il tragico. E tutte queste cose le scrivo perché ho finito di leggere gli Heroes di Bifo, Franco Berardi, che ho avvicinato con un consistente risentimento per vedere reiterato il vizio di un’intera classe intellettuale, e che lascio invece con una sorta di dispiacere perché quel che temevo, il parlare astrattamente della carne che soffre schiacciandola in categorie che la includono solo blandamente, è abbinato a un sostanziale buon cuore.

Expo e le macerie nello specchio della sinistra

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di Monica Pepe

L’espressione “violenze al limite dell’autolesionismo” utilizzata da Luca Fazio sul Manifesto, all’indomani del corteo No Expo di sabato scorso ha tracciato meglio di altre quanto accaduto. Grazie a queste violenze il modello Expo ha vinto il primo round della digeribilità e della simpatia e ricompattato un’opinione pubblica ormai agonizzante. “Mi dispiace per quei ragazzi che hanno un concetto distorto della libertà” ha detto in maniera autentica una giovane donna di Milano mentre il giorno dopo ripuliva strade e muri. Ciononostante sin dal lunedì successivo, la forza del ragionamento è ripresa grazie a persone come Pietro del Soldà che a “Tutta la città ne parla” su Radio3 ha fatto parlare molte voci contrarie all’Expo. Una, interessante, chiedeva come mai i milanesi non sono scesi in piazza quando sono scoppiati in fila indiana scandali e tangenti.

Non elogiate la depressione. Riflessioni a margine della manifestazione No Expo.

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di Christian Raimo Dopo aver assistito, con un senso di frustrazione talmente conosciuto da essermici quasi assuefatto, all’esito abbastanza fallimentare della manifestazione No Expo dell’altroieri a Milano, ho cercato le reazioni, anche quelle a caldo, di persone che s’impegnavano a riconoscere questo fallimento e a ragionare sui motivi in termini politici. Il primo articolo che […]