Gli unici tedeschi che stanno con i greci

Riexinger

Questo pezzo è uscito sul Venerdì.

“Se Tsipras e Varoufakis non ricevono l’appoggio dei grandi Paesi europei, e in primis di Francia e Italia, è difficile che la loro azione abbia un senso. Tutti noi che crediamo in un’Europa coesa, solidale e votata allo sviluppo sociale, tutti noi dobbiamo offrire aiuto e supporto ai greci. Altrimenti l’Unione finirà sotto il fuoco incrociato degli egoismi nazionali in lotta fra di loro”. Siamo a pochi passi da Alexanderplatz e a parlare è uno dei due leader della terza forza politica tedesca. Fa un certo effetto ascoltare proprio qui parole che sono anni luce lontane da quello che l’unilateralità dell’informazione ha ormai accreditato come “pensiero unico tedesco”. Ma lo stordimento cade subito quando ci si ferma a pensare a chi, in questi anni, e soprattutto in questi ultimi mesi, abbiamo ascoltato quasi fosse il portavoce di un popolo più che l’integerrimo Ministro delle Finanze di un governo democraticamente eletto. Ossia, Wolfgang Schäuble, pronto a ripetere (fino a pochi giorni fa in una conversazione uscita su Repubblica) che il vero problema della Grecia è la perdita di competitività. “Chissà perché, eh! Strani giochi del destino. Se un Paese prostrato da anni di austerità e tagli perde competitività c’è davvero da sorprendersi” sorride ironico Bernd Riexinger. Cinquantanovenne, ex banchiere e sindacalista, Riexinger esattamente tre anni fa, assieme a Katja Kipping, è diventato Presidente di Die Linke, ossia La Sinistra, e ora si aggira fra pile di carte distribuendo caffè agli ospiti, mentre un improvviso sole ha aperto l’estate anche qui a Berlino.