Ad Ajdabiya, sotto le bombe

di Stefano Liberti

Le bombe cominciano a cadere alle otto del mattino. Fuori città, verso ovest, su quella che è diventata la linea del fronte. Una, due, tre bombe. L’attacco su Ajdabiya parte dal cielo. E continua sulla terra. Al check point subito fuori città, ad appena 4 km dal centro, regna il caos più totale. Macchine in fuga. Qualche pick-up con la contraerea che avanza e ogni tanto lancia una scarica in aria contro gli aerei di Gheddafi, senza mai colpirli.