Dalla parte di Roman

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Questo pezzo è uscito su L’Ultimo Uomo.

Vorrei parlare di Valderrama, Redondo e Riquelme, i tre grandi lenti della storia del calcio recente, e di come giocatori di questo tipo, sia da un punto di vista tattico che tecnico, stiano sparendo dal panorama calcistico di alto livello. Tempo fa mentre mi scaldavo per il calcetto settimanale con la palla “a rimbalzo controllato”, che chi ci gioca per la prima volta chiama “la palla medica”, ma che non schizza via e rotola più lentamente di quella normale permettendo più di tre passaggi di seguito, ho sviluppato una teoria secondo cui il calcio moderno sta diventando troppo atletico e tra poco i giocatori saranno così veloci che sarà semplicemente impossibile controllare la palla. Se nessuno farà niente nel giro di pochi anni ci ritroveremo con ventidue Cristiano Ronaldo in campo e il calcio si sarà evoluto in uno sport ipercinetico fatto di scontri ad altissima velocità, la palla che schizza da una gamba all’altra al fallo laterale.

Mario Balotelli, è arrivato l’uomo nero

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Questo pezzo è uscito su Linkiesta.

Come mi sarei dovuto sentire io, tifoso romanista, durante i due minuti di sospensione di Milan-Roma? Ero in un pub in centro con il wi-fi e ho twittato d’istinto

Che vergogna

— Daniele Manusia (@DManusia) 12 maggio 2013

appena Rocchi ha preso la palla in mano e chiamato a sé i capitani. Al tavolo di uomini sulla cinquantina dietro di me qualcuno ha detto: «Ma Balotelli deve capì che lo fischiano perché è stronzo, non perché è nero». La mia ragazza era di spalle al televisore e si annoiava: «Perché, che ha fatto?», mi ha chiesto.