Dalla parte di Alice – Il corpo e l’immaginario cinematografico 6: Kubrick, quarta parte

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“Che cosa ci avviene quando assistiamo a un film e dimentichiamo di essere seduti nell’oscurità? Che cos’è l’immaginario cinematografico oggi? Quale attrazione esercita su di noi? (E: “noi” chi?). La rubrica di Paolo Pecere esamina alcuni film esemplari in cui il cinema sembra affrontare dal suo interno queste domande, collegati dal tema della fantasia di un altro mondo e un’altra vita. Una passeggiata “dalla parte di Alice”, che passa per film più e meno recenti, da Avatar a 2001. Odissea nello spazio, da L’enigma di Kaspar Hauser di Herzog a Inland Empire di Lynch. Qui la prima, qui la seconda, qui la terza, qui la quarta e qui la quinta puntata.

Kubrick – desiderio e visione IV

1980 – Dell’infanzia come padronanza dell’immaginario

Con Shining Kubrick conclude la riflessione sull’immaginario sviluppata nei film precedenti e indica finalmente una via di fuga da quell’intreccio di sessualità coatta, violenza e repressione che imprigiona i suoi personaggi (i due film successivi di Kubrick rimoduleranno e svilupperanno ulteriormente i temi già comparsi, senza aggiungere sostanziali novità di contenuto). È significativo che il pessimismo storico variamente intessuto nel cinema di Kubrick sia lacerato soltanto qui e in Lolita, con la presenza di protagonisti ancora al di qua dell’adolescenza (per tacere dell’enigmatico feto di 2001, che come il Danny di Shining ha in sé qualcosa di sovrannaturale).

Il meglio di Pagina3: settimana dal 26 al 30 novembre

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Questa rubrica è in collaborazione con Pagina 3, la rassegna stampa culturale di Radio3. Tutti i venerdì minima&moralia selezionerà gli articoli più significativi tra quelli letti ogni mattina in radio dai conduttori di Pagina 3 e ve li segnalerà. In questo modo cercheremo di offrire una panoramica su quello che è stato il dibattito culturale italiano nel corso della settimana. Il conduttore del mese di novembre è Edoardo Camurri. Un ringraziamento particolare a Radio3 e a Marino Sinibaldi.

Scrivere in pubblico

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di Gregorio Magini

Nel quartiere di Santo Spirito a Firenze, in un vicolo dietro la piazza che si denomina dalla chiesa che ivi si affaccia ed è dedicata alla parte divina più ineffabile che nomina il rione, c’è un piccolo locale sempre aperto fino a tardi che si chiama Caffè Notte, un bar che trent’anni fa sarebbe stato un posto come un altro, ma oggi è unico nel suo genere. La sera ci vado a scrivere con il mio socio V.; possiamo essere osservati chini sul quaderno, o impettiti sul portatile (la schiena è il nostro punto debole – presto o tardi ne avremo a soffrire – ci sforziamo di tenere una postura corretta), o stesi su una panca con un libro.

Recensioni in forma di suggestione 02

Ore di Spagna

La rubrica di Gianluca Cataldo racconta le suggestioni nate dalla lettura dei libri di autori siciliani. Qui il primo articolo.

Ore di Spagna (Leonardo Sciascia)

In molti casi l’uomo europeo si domanda della potenza delle arti, in molti si risponde evitando di utilizzare la parola ‘potere’, la parola ‘generazione’. Ha sentito letterati arguti parlare di traumatizzazione senza trauma; incappare nel fatal errore di incaponirsi nella ricerca di un punto di non ritorno. Alcuni lo hanno trovato nella tragedia dell’Heysel, altri nella guerra in Vietnam. Entrambi nello strappo col reale, nel solco scavato tra il nostro divano e il proiettore di questi traumi al silenziatore: il televisore. Abbiamo osservato l’altrui morire senza la pienezza dei sensi. Il solletico pietoso della vista è di un pallore abbacinante dinanzi alla pienezza dei cinque sensi, e quei letterati hanno colto in questa menomazione l’angolo del piano inclinato.

Su Agota Kristof

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Si è a lungo discusso dello “specifico letterario”: di dove fosse collocato l’etimo, il cuore pulsante della letteratura, la sua più intima, ineludibile specificità. Le risposte sono cadute – e continuano a cadere – lontane l’una dall’altra, perché ognuno nutre idee estremamente personali rispetto a come un testo letterario debba e possa essere, oggi

Voli low cost

Tempo fa qui avevo parlato di una falsa poesia di Borges (Se io potessi vivere un’altra volta la mia vita) che circolava da anni in rete nonostante le numerose e autorevoli smentite. L’avevo definita una versione edulcorata della poesia dell’argentino, un Borges come si vorrebbe che fosse Borges, banalizzato in formule facilmente digeribili, qualcosa di simile a […]

Il guastatore

Il nome di Franco è composto da due spigoli consonantici che riflettono il suo carattere brusco e diretto. Rivolgersi a lui è il primo passo per “affrancarsi” dall’asservimento alla contemporaneità, per emanciparsi dai falsi bisogni indotti che ci bersagliano ogni momento. Franco ha 46 anni e vive e lavora a Turro, un quartiere periferico nella […]