Le strade di Ottavio Bottecchia

Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

Il 3 giugno 1927 Ottavio Bottecchia si svegliò alle 5 del mattino, non della sera, e andò incontro al suo destino come il torero di Garcia Lorca. Era di cattivo umore, disse la nipote Elena, perché la sera prima il fedele gregario e amico Alfonso Piccin (cui aveva regalato una casa) gli aveva detto che non l’avrebbe accompagnato in allenamento il giorno dopo. Doveva andare a trovare la morosa.

Una goccia che scava: la vittoria di Vincenzo Nibali al Tour de France

Gianni Mura racconta la vittoria di Vincenzo Nibali al Tour de France in un articolo uscito su la Repubblica. Ringraziamo l’autore e la testata.

Parigi. Guardo Nibali sul podio e penso agli italiani che lo hanno preceduto, solo sei in più di un secolo. Non è facile vincere il Tour, non è mai stato facile. Con quelli degli anni lontani (Bottecchia, Bartali, Coppi, due vittorie ciascuno) non si possono fare paragoni. Con quelli dell’ultimo mezzo secolo sì. Nencini vinse nel ‘60 senza successi di tappa. Discesista leggendario, Gastone. Vinse attaccando nella discesa di un colle senza storia, il Perjuret, che da allora una storia ce l’ha: Rivière, più forte a cronometro, volle tenere il suo passo, sbagliò una curva e in un burrone finirono il suo Tour e la sua carriera. Nencini fumava e a cena, anche durante le corse a tappe beveva volentieri vino rosso. Come Bartali, del resto.