Brianna Carafa o della qualità narrativa

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di Anna Toscano

Brianna Carafa è una autrice che negli anni Sessanta inizia a essere conosciuta dopo la pubblicazione delle sue poesie per l’editore Carucci e, subito dopo, per i suoi racconti usciti nella rivista Botteghe Oscure. La sua scrittura non passa inosservata nel gruppo di intellettuali che frequenta in quegli anni a Roma, tra i quali Angelo Maria Ripellino, e nemmeno a Italo Calvino che probabilmente in Einaudi caldeggia i suoi due romanzi che escono nel 1975, La vita involontaria, e postumo, nel 1978, Il ponte nel deserto.

Nei decenni Carafa viene dimenticata, destino comune a molte altre scrittrici di quegli anni, i suoi libri si trovano nelle bancherelle dell’usato a prezzi accessibilissimi, rarissimamente i suoi libri sono rintracciabili nelle biblioteche, come se il velo della polvere dell’oblio avesse reso inaccessibile al mondo la potenza straordinaria della sua scrittura.

Quattro letture

– William Somerset Maugham, Il mago (traduzione di Paola Faini, Adelphi edizioni) L’inglese William Somerset Maugham è stato un grandissimo scrittore, anche se spesso non gode della considerazione che meriterebbe. Questa condizione è probabile sia dettata dalla materia della sua abbondante produzione, molto spesso debitrice della sua esistenza o di altri grandi personaggi (è il […]