Se l’umanità fosse capace di fare un sogno collettivo, sognerebbe Moosbrugger

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Forse solo un impero sull’orlo del collasso poteva concepire un’opera così piena di futuro come L’uomo senza qualità di Robert Musil. E forse solo il fantasma di un continente alla comica ricerca della propria identità, com’è l’Europa di questi anni, può compiere il miracolo di calzarlo, simile all’animale fantastico partorito dai deliri di un insonne che trovi finalmente una pozza in cui specchiarsi. Di là il punto d’arrivo, di qua la garanzia che c’è vita oltre la morte, quindi magari anche una risurrezione. E tuttavia non nel segno per adesso di Giovanni ma di Cacania. Soldati che diventano maialini da latte? Vecchi dittatori trasformati in insegne luminose? E cos’è quel fiore, se non il destino di Grete Trakl?