Su Francesco Totti

FTotti

Questo pezzo è uscito sul blog l’Ultimo Uomo.

Quando ho pensato per la prima volta di scrivere di Francesco Totti la stagione 2012-2013 non era ancora finita e la Roma aveva ancora la possibilità di qualificarsi per l’Europa League arrivando quinta e soprattutto la finale di Coppa Italia da giocare contro la Lazio.  Totti era in uno splendido momento. Il diciassette marzo aveva segnato il suo duecentoventiseiesimo gol in Serie A contro il Parma, superando Nordahl e prendendosi in solitaria il secondo posto della classifica marcatori all time del campionato. Si parlava dell’inseguimento al record assoluto di Piola e ci si chiedeva quanto ci avrebbe messo a segnare i 47 gol restanti. Totti diceva di non ricordare nessun italiano più forte di lui perché «i numeri parlano chiaro» e si parlava addirittura di un possibile ritorno in Nazionale, del Mondiale brasiliano della prossima estate.

Stili di Gioco: Gianluigi Lentini

lentini-FotoDaniele Buffa-Image Sport

Questo pezzo è uscito su Vice. (Immagine: © Foto di Daniele Buffa/Image Sport.)

“Prima o poi il pallone si sgonfia e tu torni a essere un comune mortale  come ce ne sono tanti”

1. Italia ’90

Lentini si esprimeva così l’anno della sua definitiva consacrazione calcistica: “Credo di essere rimasto il ragazzo di prima, anche se adesso posso concedermi privilegi che neppure sognavo. Non ho abbandonato gli amici d’infanzia e per il resto faccio cose normalissime per un ragazzo poco più che ventenne. Per sopravvivere in questo mondo è importante non perdere di vista la realtà. Prima regola è essere sempre un professionista serio. Nel calcio ci vogliono continue conferme, quando credi di essere arrivato sei fregato. Io invece vado avanti a piccoli passi, senza strafare, senza pensare che qualcuno mi aveva valutato come un Picasso o un Van Gogh” (La Stampa, 3 novembre del 1991).