Di cosa parliamo (nel 2013) quando parliamo di democrazia

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Qualche tempo fa Dan Ariely (professore di Behavioural Economics presso la Duke University del North Carolina) e Mike Norton (professore di economia presso la Harvard Business School) hanno domandato a un campione rappresentativo di cittadini statunitensi quale livello di uguaglianza vorrebbero. Hanno anche chiesto agli interpellati qual è secondo loro (in eventuale contrasto con ciò […]

La crisi sociale del capitalismo

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Attività economiche flessibili e strutture sociali fortemente burocratizzate: per il sociologo Richard Sennett sono queste le cause della crisi sociale ed economica. Per uscirne, l’autore di «Insieme» suggerisce la via della cooperazione, delle relazioni informali, delle strutture opache e ambigue. Pubblichiamo l’intervista di Giuliano Battiston uscita in forma ridotta sull’«Unità».

Tra i più noti e stimati intellettuali contemporanei, il sociologo americano Richard Sennett negli anni Novanta ha studiato le conseguenze del nuovo capitalismo sulla vita personale, come recita il sottotitolo di uno dei suoi testi più celebri, L’uomo flessibile (Feltrinelli 1999). Da alcuni anni invece, dopo aver preso in esame il modo in cui l’autorità è organizzata nella sfera pubblica, ha deciso di interrogarsi su quelle pratiche concrete, abilità tecniche e doti sociali che – se esercitate – possono arginare e rovesciare la cultura del nuovo capitalismo. Insieme, appena uscito per Feltrinelli nella traduzione di Adriana Bottini (pp. 336, euro 25), è il secondo volume di una trilogia dedicata a questa ambiziosa esplorazione inaugurata con L’uomo artigiano (Feltrinelli 2009). Ne abbiamo discusso con l’autore, incontrato a Roma nell’ambito di una conferenza della Scuola del Sociale della Provincia di Roma.

Tre versioni di Chomsky (più una)