Illazioni su Lucentini

lucentini

Questo pezzo è uscito su Succede oggi.

di Paolo Bonari

Se ha ragione Domenico Scarpa, e Notizie degli scavi è «uno dei più bei racconti italiani del Novecento», qualcuno ne starà componendo il ricordo, perché siamo giunti al cinquantennale della sua pubblicazione, ma può anche darsi che saranno pochissimi quelli che si metteranno a ripensare ai tentativi letterari di Franco Lucentini che precedono il suo incontro con Carlo Fruttero: rari e non ripetuti. Non che le sue siano state prove acerbe, anzi: il giudizio di Scarpa non suona azzardato. C’è da credere che i due si siano divertiti parecchio, nella loro carriera da accoppiati, e non servirebbe altro, per giustificare la bontà della loro scelta; resta la curiosità, però, del futuro che avrebbe avuto davanti il solo Lucentini, il cui contributo al lavoro comune sembrerà minore di quello dell’amico a chi vada a rileggere questo racconto, o romanzetto. Stando attenti alle misure canoniche, di romanzo non dovrebbe trattarsi, ma respiro (precocemente strozzato) e suddivisione interna del testo continuano a darne l’idea.

Marziani a Rionero in Vulture

monti

Fate un esperimento: entrate in una libreria, in una grande libreria, e domandate se hanno un reparto fantascienza. Se c’è (e non è detto) scorrete gli scaffali per vedere quali autori ci sono, e troverete tutta roba classica: Asimov, Dick, Bradbury, Clarke, Lem… Provate infine a scovare gli autori italiani, e rimarrete un po’ sconcertati. L’ultima volta che l’ho fatto – ero in un megastore Feltrinelli – ho contato i seguenti libri: Valerio Evangelisti con tutta la sua saga eymerichiana, uno dei quattro volumi della classica Le meraviglie del possibile Einaudi curata da Carlo Fruttero insieme a Sergio Solmi, Guerra agli umani di Wu Ming, e La neve se ne frega di Luciano Ligabue. Punto, stop.