La storia orale nel mondo digitale: intervista a Alessandro Portelli

obam

Questo pezzo è uscito sull’Unità, che ringraziamo.

L’importanza della memoria. Viviamo un periodo di cambiamenti epocali e le nostre categorie interpretative sembrano fare acqua. La ricerca di una chiave di lettura che sveli le strutture profonde e apparentemente sconosciute del presente chiama in causa la storia, da sempre grimaldello per scardinare i meccanismi più opachi della realtà: “Anche se l’atteggiamento di trattare la storia come qualcosa di secondario, ornamentale, è ancora molto diffuso. Perché la storia parla del passato e quindi non ci riguarda nel presente: e oggi c’è una forte spinta all’utilitarismo, all’uso immediato delle cose. In tutti i campi”.

A parlare è Alessandro Portelli, uno dei massimi teorici della storia orale. Lo incontriamo in una soleggiata mattina di fine luglio, nel terrazzo che dà sul suo giardino, col frinire di cicale quasi a sovrastare le nostre parole.

Morte di un ragazzo. Federico Aldrovandi, dieci anni dopo

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(fonte immagine)

Sono già passati dieci anni dalla morte di Federico Aldrovandi: ripubblichiamo “Ferrara, Italia”, la prefazione di Girolamo De Michele a Zona del silenzio. Una storia di ordinaria violenza, graphic novel sul caso Aldrovandi di Checchino Antonini e Alessio Spataro  uscito nel 2009 per minimum fax. 

di Girolamo De Michele

in ricordo di Arnaldo Scotti

Chi entra nel centro di Ferrara deve attraversare una specie di invisibile strettoia, un restringimento della coscienza morale non percepibile ad occhio nudo. Bisogna avere l’occhio buono per i fantasmi del passato e del presente, per vederla: buono come quello di Bassani, che per primo ne indicò un tratto. All’imbocco del corso Martiri della Libertà, tra il Castello e il Teatro, un marciapiede fronteggia i portici. Su quel marciapiede, che corre sotto il fossato del Castello, caddero i fucilati del 15 novembre 1943: lo ricorda una lapide. Il turista che (sempre più di rado, ormai) ha conoscenza del racconto bassaniano Una notte del ‘43, o del film di Florestano Vancini La lunga notte del ‘43, sa di cosa si tratta.

Le pire di luglio

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Il 20 luglio 2001, in piazza Alimonda a Genova, perse la vita Carlo Giuliani, ucciso durante gli scontri tra forze dell’ordine e manifestanti arrivati in città in occasione del G8.
Il racconto di Marco Montanaro parla di quei giorni, e ai tanti che da quei fatti vennero travolti.
Proprio in queste ore, in piazza Alimonda, si sta svolgendo una manifestazione in ricordo di Giuliani.

di Marco Montanaro

Il padre di E restaurava mobili antichi. Dopo la morte della moglie gli erano prese certe fisse, certi tic. A tavola aveva la sensazione che qualcuno lo toccasse sulla spalla ogni volta che mangiava carne o pesce. Smise solo col pesce.

Poi c’era la storia del viaggio, un viaggio verso un grande acquario, da fare assolutamente con E, in programma da prima che la moglie si ammalasse. Ne parlava con tutti gli amici, di continuo, raccontandone ogni dettaglio come se fosse già avvenuto.

Tutte queste domande

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Sono passati undici anni dal G8 di Genova. Pubblichiamo un racconto di Christian Raimo contenuto nella raccolta «Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro?».

Arriva nel primo pomeriggio, come un’ondata di riflusso di calore, mio nipote. Me ne accorgo dalla voce che mi dice: no’, mi chiede se sto dormendo, ma io non gli rispondo, no-nno, non subito almeno, perché non mi rendo conto da dove arriva: eeh? perché mi chiama se non si fa vedere? Si posa poi seduto sul letto, sull’angolo del letto, come un grave in un esercizio di fisica, fa bum con la voce, come se sistemasse anche quella, o si scrollasse non so che di dosso, e alle volte mi chiede: mi vedi? (la luce della stanza pare scolorita, disposta a macchie), ma grazie, certo che lo vedo, che mi sta davanti, e di scatto, altre volte invece, che mi chiede la stessa cosa, mi vedi?, non riesco a capire dove s’è messo, ma perché cambia, si sposta di continuo, perché fa questi esperimenti?

Vendetta o giustizia? Patrizia Aldrovandi risponde al Coisp

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Questa intervista è uscita su Contropiano.

di Adriano Chiarelli

Abbiamo dialogato con Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldrovandi. Con lei abbiamo discusso della probabile decisione della Corte dei conti di riscuotere il risarcimento direttamente dai quattro condannati per l’omicidio di suo figlio: Paolo Forlani, Luca Pollastri, Monica Segatto, Enzo Pontani. La decisione andrà confermata in un’altra seduta prevista per il 9 luglio prossimo. Al di là dell’esito, che si presume orientato a una conferma di quanto già annunciato, va delineandosi un nuovo principio, inedito per quanto riguarda gli omicidi di polizia: la responsabilità è personale, cioè dei condannati, ed è giusto che siano loro a pagare.

My Patti Smith – Some Memories

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Pubblichiamo la prefazione di Tiziana Lo Porto a Patti Smith. Danzando a piedi nudi di Dave Thompson (Odoya).

“Se Gesù fosse tra noi e se io fossi una groupie, lo seguirei ovunque. Ecco perché penso che Maria Maddalena fosse così figa. È stata la prima groupie. Nel senso che era veramente pazza di Gesù e lo seguiva dappertutto, è un peccato che si sia pentita: avrebbe potuto scrivere un fantastico diario”

Patti Smith intervistata da Lisa Robinson, Hit Parader, giugno 1977

Le cose da sapere su questo libro le scrive Dave Thompson nella sua introduzione. Le cose da sapere su Patti Smith le scrive sempre Dave Thompson in questo libro. Le cose che scriverò adesso sono una sequenza di ricordi personali ma non privati, in soggettiva, microscopici al confronto con la grandiosa vita di Patti Smith ma non per questo meno veri, miei, ora anche vostri.

Riflessioni su Il contro in testa

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Pubblichiamo due recensioni su «Il contro in testa. Gente di marmo e di anarchia» di Marco Rovelli (Laterza): la prima, uscita su «Alias», è di Carlo Mazza Galanti, la seconda di Giulio Milani.

di Carlo Mazza Galanti  

Una ricognizione dei luoghi dove l’autore è nato e cresciuto: Massa, Carrara, le Alpi Apuane. Un testo poetico sulla storia politica a suo modo eccezionale di questa regione. Un libro di viaggio nella prossimità di un territorio fitto di storie: più un muoversi nella verticalità del tempo e della memoria, nelle stratificazioni culturali e tra le parvenze fantasmatiche di voci più o meno lontane (di canti, anche), che nell’espansione orizzontale dello spazio. Una bozza di autobiografia generazionale, infine. C’è molto in questo piccolo libro di Marco Rovelli: molta dedizione, molto amore, molta nostalgia, molto studio, molta rabbia (e forse anche molta frustrazione). Non ci sarebbe bisogno di altro.

Genova, il tempo delle scuse

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È di qualche giorno fa la notizia della sentenza della Cassazione sull’irruzione alla Diaz. Pubblichiamo una riflessione di Emiliano Sbaraglia.

di Emiliano Sbaraglia

Dopo quelle di Antonio Manganelli, attuale capo della polizia, sono arrivate anche le scuse di Gianni De Gennaro, che all’epoca, cioè nei giorni del G8 di Genova, ricopriva lo stesso ruolo. Meglio tardi che mai, si dice. Il problema è che oggi De Gennaro parla da sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega ai servizi segreti. Immagino le pressioni e lo sforzo che gli è costato arrendersi a certe dichiarazioni. De Gennaro ha fatto carriera in questi anni, come i vari Luperi, Gratteri Canterini, tutti responsabili della mattanza alla Diaz e delle torture di Bolzaneto. E ora tutti condannati in Cassazione (a parte il capo), con sentenza definitiva. Meglio tardi che mai? Si dice, ma è tutto da verificare. Resta il fatto che dalle zone cosiddette rosse non di Genova, ma dei partiti “sinistri” e oggi sinistrati della politica italiana, di investiture e coperture per il signor De Gennaro & C. ne sono arrivate parecchie in questo decennio e oltre, a cominciare dal suo “tutor” ufficiale, Luciano Violante. D’altra parte, pochi mesi prima (marzo 2001), nel corso del vertice Osce a Napoli si erano registrate scene molto simili a quelle che poi hanno fatto la storia del G8, con manifestanti inseguiti e picchiati in zona Castel dell’Ovo, prima di essere tradotti nella caserma Raniero, per finire i conti. Presidente del Consiglio, allora, Massimo D’Alema. Poi arrivò maggio, la vittoria di Berlusconi, con Fini vicepremier. L’occasione per omaggiare gli elettori “duri e puri” era troppo ghiotta, e così andò.

Anni zero

Questo articolo è apparso su Repubblica di Giorgio Falco Un tentativo di decifrare quest’epoca sfuggente benché apparentemente notiziabile in ogni sua forma scritta, visiva, sonora. Anni zero 2001 – 2009 Almanacco del decennio condensato è un’antologia di articoli e saggi scritti negli ultimi otto anni. Mi sono chiesto se fosse più adeguata la definizione decennio […]