Scrivere del mondo
Questo pezzo è uscito su Orwell. (Immagine: Abelardo Morell.)
Oggi si fa una gran discussione intorno alla non-fiction. Qual è il confine tra giornalismo e letteratura? È possibile individuare una linea di demarcazione o piuttosto una terra di mezza al cui interno, a sua volta, prendono corpo percorsi differenti tra loro? Fino a che punto è consentito attraversare i confini? Dove si colloca l’io in tutto questo (l’io che osserva, l’io che agisce, l’io che narra)? Grande è la confusione sotto il cielo, specie in Italia, tanto che converrebbe mettere un po’ di ordine nel discorso.
Carlo Levi – “L’orologio”
L’orologio, di Carlo Levi, si può considerare il libro sull’inizio della Repubblica, in odor di tradimento già al momento della nascita. Invitiamo a leggere Carlo Levi. E riportiamo qui un brevissimo brano del libro in questione, proprio mentre la Terza Repubblica si staglia ancora informe di là da un piccolo orizzonte.
di Carlo Levi
Roma significava tutti gli aspetti negativi di un mondo falso e fallito: con quel nome si poteva intendere il centralismo, la burocrazia inetta e parassita, il nazionalismo, il fascismo, l’impero, la borghesia, la monarchia, il clericalismo, e anche i comuni difetti, la mancanza di coraggio e di iniziativa, il cinismo, l’indifferenza e il fanatismo, la paura della libertà. Tutti i mali propri e i mali altrui si esprimevano insieme in quel nome: nell’odio si sentivano fratelli. Ma, in un certo periodo, esso aveva significato una volontà positiva, una cosa vera.
A che punto è la notte
È un dato di fatto acquisito. Ormai, e da tempo, parliamo di Berlusconi non solo come presidente del consiglio, ma utilizziamo i termini “berlusconiano” e “berlusconismo” come aggettivo e come sostantivo per definire l’Italia di oggi, o almeno una sua parte consistente. Quanti presidenti del consiglio nella storia italiana sono diventati un aggettivo (o un “-ismo”) per definire un preciso periodo storico? A partire dall’Unità non sono stati molti. Anzi sono decisamente pochi: Crispi, Giolitti, Mussolini, Andreotti, Craxi… e poi c’è Berlusconi.
Non sparate sul Sud (e sul Risorgimento)
Questo articolo è apparso nella rivista pugliese La voce del Popolo. Proprio nel momento in cui ci avviciniamo ai 150 anni dalla Spedizione dei Mille, tutti sparano sul Risorgimento. Il governo Berlusconi celebrerà l’anniversario dell’Unità d’Italia in tono minore e a patto che (cosa inaudita fino a pochi anni fa) si celebrino anche le ragioni [...]






Commenti recenti