“Regreso” a un notturno messicano

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di Alessandro Raveggi

Un italiano che vada in Messico ritorna indietro nel tempo di 7 ore, questo è scontato. Ma la parola che uso, regreso, parola che per un italiano che parli spagnolo non può suonare che ambigua e feconda assieme, è più adatta per me di ritorno. Regresar significa in spagnolo“tornare indietro”, ma anche ridare qualcosa che si era preso in prestito, “rendere”. Ha poi in sé il tono della regresión, della regressione fisica: tentativo di vedere con occhi regrediti, infantiliti, ciò che si è preteso di aver abbandonato da maturi, con le spalle protette dello scafato straniero residente. Si ritorna indietro nel tempo, rendendo e regredendo.