Appunti sul Corteo 19 ottobre

corteo19ott_fanpage

Alle 12.50

Tre ragazzini camminano lungo via Gallia. Avranno quindici anni, hanno l’aria dei bravi adolescenti, liceali, appena liceali. Uno di loro indossa una maglietta del Che; gli altri due gli vanno dietro. A piazza Tuscolo prendono per via Cerveteri, direzione piazza Re di Roma, anziché per Viale Magna Grecia. “Non vanno alla manifestazione, dunque”, mi dico.

Piazza San Giovanni

I partecipanti al Corteo 19 ottobre – Per il diritto all’abitare, dei migranti, No Tav, No Muos, Cobas – si ammassano sul pratone davanti alla Cattedrale di Roma e dintorni, con grande lentezza, e calma. Ci sono transenne e tanti nastri gialli “Polizia Municipale Roma Capitale”. Stand del Manifesto (due). Bancarella magliette “di lotta”. Alcune magliette di lotta: “ABBATTI IL BISCIONE”, “PARTIGIANI SEMPRE”, magliette con falce&martello, con il pugno. Da viale Carlo Felice arrivano – a scaglioni – frange del corteo. Sono quelli dell’Esc, sono quelli che vengono da San Lorenzo. Sotto la Coin si sente il trillo continuo delle trasmittenti.

Il futuro di Grillo e del Movimento 5 stelle

beppe-grillo-movimento-cinque-stelle

Ripubblichiamo questo articolo di Alessandro Leogrande uscito sullo Straniero n. 145 e postato su minima&moralia nel luglio scorso… Molti aspetti del Movimento 5 stelle (compresi i suoi nodi irrisolti) erano prevedibili molti mesi prima dell’exploit elettorale, benché in tanti – a iniziare dai vertici del Pd – ne abbiano sottovalutato la portata.

Se si votasse oggi per le elezioni politiche, dice l’ultimo sondaggio Swg pubblicato prima della chiusura di questo numero di “Lo straniero”, il Movimento 5 stelle prenderebbe il 21% dei voti. Un’enormità, dopo il crollo della Prima repubblica. Sarebbe il secondo partito d’Italia, dopo il Partito democratico, fermo al 24%. Il Pdl, sempre secondo il sondaggio Swg, sarebbe in caduta libera, intorno al 15% dei voti. Tutti gli altri (Udc, Lega, Idv, Sel) si aggirerebbero tra il 5 e il 6%. I sondaggi sono sondaggi: vanno presi con le pinze, soprattutto a molti mesi di distanza dalle elezioni reali. Tuttavia quello che si va delineando è molto più di un terremoto politico. Si tratta di una vera e propria frattura del corso costituzionale.

Angelo Mai, ultimo atto di una desertificazione culturale

Angelo-Mai-sala_full

Pubblichiamo un commento di Graziano Graziani, uscito su Paese Sera, sulla sospensione delle attività del centro sociale Angelo Mai di Roma.

La chiusura del bar dell’Angelo Mai, e la conseguente sospensione delle attività da parte del collettivo che lo gestisce, è l’ultimo atto di un processo che ha cambiato profondamente la geografia culturale di Roma. E che la rende oggi, di fatto, una città desertificata. I centri culturali scaturiti dall’esperienza dei centri sociali hanno avuto alterne fortune, ma di fatto sono stati l’unica polarità per la sperimentazione, i nuovi linguaggi, le nuove generazioni e – cosa non secondaria – dei punti di incontro e discussione. E garantendo un certa, per quanto precaria, continuità. Tutto quello che le istituzioni culturali di questa città – ricca di eventi, ma solo da “consumare” – riescono a fornire poco e male.

Se il futuro sono i grillini…

beppe-grillo

Riprendiamo questo articolo di Alessandro Leogrande uscito sull’ultimo numero de «Lo straniero» (luglio, n.145), di cui segnaliamo – tra le altre cose – anche una “Lettera da Parma” di Alberto Grossi, l’epistolario tra Andrea Caffi e Nicola Chiaromonte, due lunghe interviste a Luciano Gallino e Walter Siti.

Se si votasse oggi per le elezioni politiche, dice l’ultimo sondaggio Swg pubblicato prima della chiusura di questo numero di “Lo straniero”, il Movimento 5 stelle prenderebbe il 21% dei voti. Un’enormità, dopo il crollo della Prima repubblica. Sarebbe il secondo partito d’Italia, dopo il Partito democratico, fermo al 24%. Il Pdl, sempre secondo il sondaggio Swg, sarebbe in caduta libera, intorno al 15% dei voti. Tutti gli altri (Udc, Lega, Idv, Sel) si aggirerebbero tra il 5 e il 6%. I sondaggi sono sondaggi: vanno presi con le pinze, soprattutto a molti mesi di distanza dalle elezioni reali. Tuttavia quello che si va delineando è molto più di un terremoto politico. Si tratta di una vera e propria frattura del corso costituzionale.

Fascisti di ieri e di oggi

casapound

Questo articolo è uscito per «Il Corriere del Mezzogiorno».

Nel 1961 Cecilia Mangini, insieme a Lino Del Fra e Lino Miccichè, realizzò il documentario “All’armi siam fascisti”. È un film importante nella storia del cinema italiano: per la prima volta viene raccontato il fascismo attraverso le immagini filmate negli anni venti, trenta e quaranta. Fino ad allora, ciò non era mai stato fatto con un tale livello di precisione e rigore cinematografici, come se del fascismo non si dovesse parlare, come se questo fosse un passato da rimuovere e non da analizzare.