Chi tifa Zeman non perde mai

zeman

Questo pezzo è uscito in forma ridotta sul Messaggero.

“Il risultato è casuale. La prestazione no”. Nel 1998 un gruppo di amici aveva scelto questa frase per stampare la prima di una magnifica serie di magliette intitolate ZZ. Erano anni di felicità calcistica assoluta. Andavamo allo stadio a vedere un calcio stellare e a volte folle. Lontano dall’Olimpico, frequentavamo le sale dotate di maxischermo di una casa in collina sulla Nomentana dove era stato creato uno spazio intitolato “Zona Zeman”. Passavamo la settimana a considerare le possibilità di travolgenti successi e trionfi epocali. Ci emozionavamo per minuti di intensità agonistica mai vista prima. Una combinazione di numeri cominciò a creare rime con qualunque nostro desiderio. Quattrotretré, quattrotretré. Era come un mantra. Il calcio per me era rinato. Dopo anni di disinteresse e noia, undici giocatori mossi da una mano inconfondibile. Di nuovo un sogno da bambini. Una dimensione di felicità e speranza, fatta di ideali, bellezza, serietà, rigore. Vennero partite esaltanti e sconfitte da non dormirci la notte. Arrivò un divorzio che nessuno si aspettava. Eppoi dimenticammo.

Mai una diva

mariangela melato

Questo pezzo è uscito su Studio. (Immagine: Mariangela Melato in una scena di Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto di Lina Wertmüller.)

“Signora del teatro” era una definizione che le andava stretta: «Mi fa arrabbiare, sono stupita di quante cose ho fatto nella vita». Aveva ragione, perché Mariangela Melato è stata una delle signore di tutto lo spettacolo italiano, programmaticamente anti-diva, attrice indipendente, sempre in fuga: «È l’ordinazione veloce che fa una signora», le disse una volta l’amica Franca Valeri. È morta a 71 anni all’alba a Roma, avrebbe dovuto essere in piena attività con la tournée de Il dolore di Marguerite Duras che doveva partire a ottobre da Genova, dove era di casa allo Stabile dal 1992, ma era stata cancellata per l’aggravarsi della malattia. «In questi momenti le frasi sembrano di circostanza, ma con lei no, non è così», ha detto il mattatore Gigi Proietti. «La sua morte, per il nostro ambiente, è senza dubbio una delle notizie più tristi che ho ricevuto. Lo dico davvero».