Il caso Cesare Battisti e quello che accade in Italia oggi

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Dopo l’arresto di Cesare Battisti si sono levate da tutte le parti parole di giubilo per la fine della latitanza di quello che, forse suo malgrado, era diventato ormai un simbolo vivente della stagione della lotta armata, pur senza averne davvero la caratura.

Battisti era infatti un membro (mai stato il capo) dei PAC, Proletari Armati per il Comunismo, una formazione tra le decine appartenenti alla lotta armata in Italia che non spiccava certo per le sue formulazioni politiche, più vicina alla delinquenza comune che ai proclami e alle teorizzazioni di altri gruppi, attiva soprattutto negli espropri proletari e nella lotta contro le istituzioni carcerarie, e diventata famosa principalmente per il numero di omicidi compiuti (cinque, un numero molto lontano dagli ottantasei delle Brigate Rosse, ma comunque sufficiente a renderla il terzo gruppo armato di quella stagione per numero di attentati).

Le figurazioni ideali

di Corrado Melluso

Georges Ivanovič Gurdjieff era un filosofo russo. Fu espulso dall’Unione Sovietica, tra le altre cose – sto semplificando – perché pensava che non fosse vero che tutti gli uomini sono uguali. Pensava che esistesse una scala valoriale che divide e smembra la società e che questa funzioni anche su un piano sociale e quindi economico, di possibilità.