Un’educazione

educazione

Prologo: «Vanessa ti ricordi Barbapapà?», mi chiede un amico «Certo», rispondo. «Ricordi Barbottina? Avevi mai notato che nella sua stanza i due poster erano la riproduzione del manifesto del maggio francese, quello de “la lotta continua” e di Angela Davis?». No non lo ricordavo non l’avevo mai notato allora. E allora il mio amico quella stanza me l’ha portata ed eccola qua accanto, icona subliminale di un decennio, di un’educazione.

Io e gli altri. Quando ero bambina mia madre mi regalò un’enciclopedia che si intitolava Io e gli altri, «Serve per fare le ricerche», mi disse. Io le ricerche non dovevo farle, però, perché la mia era una scuola sperimentale, stavamo lì fino alle quattro del pomeriggio, non avevamo compiti per casa e passavamo un’ora al giorno nei laboratori.

Albinati, Nori e la didattica della scrittura narrativa

snoopy

(fonte immagine)

In una striscia dei Peanuts – a suo modo una piccola lezione di scrittura – Snoopy è alle prese con il suo infinito romanzo. Seduto sul tetto della cuccia, le zampe sulla tastiera della macchina da scrivere, fantastica una serie di situazioni narrative fiammeggianti. Si sente l’immaginazione al lavoro, una fame di scene: quello che non si riesce a capire è come il beagle inventato da Schulz riuscirà a collegare tra loro i diversi nuclei drammaturgici. Un dubbio che presto evolve in tormento e che lo stesso Snoopy rende palese nell’ultima vignetta: «Ho paura di essermi stretto alle corde», pensa.

La vita di Charles M. Schulz

Charles-Schulz-peanuts-ftr

Questo pezzo è uscito su Pagina 99 Weekend.

La migliore biografia di Charles M. Schulz è stata pubblicata finalmente in Italia. Il titolo per esteso è Schulz e i Peanuts. La vita e l’arte del creatore di Snoopy, Charlie Brown & Co. (Tunué, a cura di Marco Pellitteri, traduzione di Alessandro Bottero, pagg. 672, 29 euro), l’autore è David Michaelis e l’edizione italiana è bellissima: un grosso volume rilegato dalla copertina gialla e nera, con strisce dei Peanuts in seconda e terza di copertina, altre strisce sparse dentro il libro e un blurb in quarta di John Updike che dice che questo libro gli è piaciuto moltissimo. La cosa più bella, dice sempre Updike con esattezza, è l’aria magica di XX secolo che si respira in opere e vita di Charles Schulz.