Il dolore non è un ciao

Costituente Pd

[Piccola premessa: ho scritto molte volte sulla produzione letteraria di Walter Veltroni, cercando di tenere ben distinto un giudizio sull’uomo politico. Penso che quest’esercizio di onestà intellettuale sia stato per molti versi una mia forma di colpevole tenerezza. Perché, per fortuna, da qualche mese, da più parti vedo emergere una presa di distanza molto critica e molto condivisa per quell’esperienza politica lì. In modi molto spesso elaborati, ma anche in modo molto spesso semplicemente schietti, il giudizio su Veltroni e il veltronismo comincia a essere storico e implacabile. Anche il mio. Ma provate per esempio a vedere i commenti sul sito della Rai dopo la sua intervista a Che tempo che fa? Nonostante questo, Walter Veltroni appunto continua a avere un credito giornalistico incommensurato al suo credito politico. Ieri ha detto quello che ha detto sull’Articolo 18. Posto oggi questo pezzo che avevo scritto per Alfabeta2, che raccoglie anche considerazioni che ho fatto altrove e la cui pubblicazione su minimaetmoralia avrei rimandato a altre occasioni. Ma ieri Veltroni stesso mi ha fornito un pretesto che non avrei voluto.]

Italia, amore: solitudini

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«Italia, Amore» è una rubrica di Christian Raimo e Marco Mancassola che esce tutti i mesi su «Rolling Stone». Questi due articoli sono apparsi sull’ultimo numero della rivista, febbraio 2012.

MM >> Sono uno scrittore, essere solo è il mio lavoro. Ci sono attività in cui la solitudine è uno strumento attivo di lavoro. E la solitudine in realtà ha una varietà di sfumature, dalla più scura alla più esaltante. Ci vorrebbero decine di termini diversi per nominare tutte le solitudini possibili, proprio come in quella leggenda secondo cui gli Inuit avrebbero cinquanta parole per indicare la neve.

Unconcerned but not indifferent, una ingenua prolusione sullo stato dell’arte del fotogiornalismo

Per cominciare: guardate queste due foto, e trovate le differenze.

Un pezzo che si potrebbe intitolare: Le volte che ridiamo leggendo un libro (su Repubblica), oppure Le retoriche del comico (su Alfabeta2)

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Negli anni che forse volgono al declino della Seconda Repubblica, non è facile capire se il bipolarismo sia funzionato in politica per vent’anni e d’ora in avanti invece sarà definitivamente assorbito da terzi poli, governi tecnici, movimenti trasversali. Quello che è certo che la figura di Berlusconi, fin quando è stata al centro dell’agone pubblico, è riuscita a polarizzare la sfera culturale italiana, creando due appartenenze contrapposte.

A proposito del futuro del libro in Italia. Prolegomeni per un’analisi cafonamente marxista dell’industria editoriale nostrana

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Qualche giorno fa un simpatico blogger e esperto di new media e di narrazioni digitali che si fa chiamare Gallizio in rete e che si è prestato come consulente per Mondadori ha invitato un gruppo di persone che si suppone siano anche loro esperte di editoria e new media a discutere del futuro del libro. Si era pensato dare a quest’appuntamento anche un nome e un hashtag: #narrativa12. Mi sono ritrovato così verso le sei e mezza al superlussuoso Hotel Philosophy a Roma, a farmi versare del té da un distinto cameriere in livrea, e poi a condividere insieme a una ventina di persone una stanzetta riunioni. La ventina di persone era variamente composta: c’era Antonio Franchini (chief editor della Mondadori suddetta), altra gente sempre della Mondadori (alcuni li conoscevo di faccia, alcuni li potrei definire amici tipo Carlo Carabba), e poi c’erano consulenti di Telecom, blogger, esperti di social media… Ora, dopo un po’ di imbarazzate autopresentazioni, Nicola Lagioia ha espresso a voce quello che era l’interrogativo che ci eravamo detti prima tra noi, io e lui, camminando nel gelo verso l’hotel di lusso: “È molto chiaro perché voi siete interessati a noi, mentre è meno chiaro perché noi dovremo essere interessati a voi”. Ossia: sembra palmare riconoscere che esista una realtà fertilissima di discussione sull’editoria 2.0, il selfpublishing, il libro digitale… e forse io e Nicola eravamo stati invitati lì nella quadriplice veste di lavoranti in una casa editrice, giornalisti culturali, autori, e animatori del blog minimaetmoralia.it. Ma che cosa avremo dovuto ascoltare?

Farsi un’idea su Umberto Broccoli

Ci sono vari modi per farsi un’idea su Umberto Broccoli.

1) Se proprio non avete idea di chi sia, basta sapere che da quattro anni è il Sovrintendente alla Cultura di quella che è forse la città più importante del mondo da un punto di vista culturale, Roma. Anzi, come si dice adesso nel quarto anno dell’era alemanniana, non ho capito perché, Roma Capitale.

2) Oppure potete spulciarvi la sua bibliografia, su Opac: oltre una decina di articoli in archeologia classica, di cui l’ultimo datato circa trent’anni fa.

A chi interessa educare noi insegnanti?

di Christian Raimo Ci sono due rischi quando si parla di scuola. Il primo è di venir abbacinati dall’emergenza, le legittime proteste per gli edifici fatiscenti, le classi pollaio, gli stipendi miserrimi… Il secondo è che la crisi dell’educazione passi per un tema da addetti ai lavori e non per una responsabilità di tutti… Capita […]

Nuovo cinema paraculo. Superscialla (stai molto sereno, la tua rendita di posizione non te la tocca nessuno)

di Christian Raimo Quando fra qualche lustro vorremmo capire qualcosa del periodo che stiamo attraversando potremmo forse trovare, in piccoli segnali laterali ai bordi delle grandi notizie, i sintomi più eloquenti. Alle volte faccio anche io così, mi vado a rivedere il giornale del 9 maggio 1978 e accanto alla notizia di Moro ammazzato, c’è […]

Italia amore: insolvenza

di Christian Raimo e Marco Mancassola
La rubrica mensile di «Rolling Stone» sulle passioni e i mali del nostro Paese.

Christian Raimo: Padre, rimetti a noi i nostri debiti: ossia, azzerali, pagali tu per noi, liberacene. I genitori sono bene o male gli unici esseri umani che nella nostra vita ci danno dei soldi senza volerli indietro. Ma la crisi che stiamo attraversando sempre di più mostra uno scenario futuro diverso da quello in cui i padri rimettono i debiti dei figli.

200mila futuri non-cittadini ogni anno, ovvero un’intervista sulla scuola.

Abbiamo fatto una lunga intervista a Tullio De Mauro sullo stato della scuola oggi e sull’educazione in generale. È stata pubblicata in una versione più breve su Alfabeta2, che ci ha gentilmente concesso di pubblicare questa versione completa. di Giuseppe D’Ottavi e Christian Raimo Iniziamo con una meta-domanda: che cos’è un’intervista sulla scuola? Parlare di scuola in generale […]