Il teatro Valle non è in mano a dei mediocri

Domenica scorsa sull’Unità, nella sua rubrica settimanale, Goffredo Fofi ha scritto dell’illusione giovanile a sentirsi e voler essere dei “creativi” come uno dei danni più tragici che sono stati prodotti da tanto tempo di assistenzialismo e protezione statale in campo artistico e culturale. In coda all’articolo l’attenzione del critico e sociologo si concentrava sugli occupanti del Teatro Valle, che venivano criticati per mancanza di chiarezza negli intenti e per una paura del futuro evidentemente individuale (leggi l’articolo). Sempre sull’Unità gli risponde Christian Raimo, nostro redattore e in prima linea nella protesta che si svolge da più di un mese tra le mura del teatro romano. Noi pubblichiamo di seguito il suo intervento e vi invitiamo a partecipare all’assemblea programmata per oggi pomeriggio alle 17.

Lavoratori della conoscenza che fanno politica

Vi invitiamo ad ascoltare l’intervento di Christian Raimo, che ha parlato in rappresentanza del gruppo TQ in una delle assemblee che si svolgono ogni giorno al Teatro Valle di Roma, ancora occupato. Ci si immagina in un discorso comune.

Come ti provo a educare il pupo al nucleare

  di Christian Raimo Fai l’insegnante in un liceo. Un giorno senti il tuo presidente del consiglio attaccarti come categoria in sé, perché non “trasmetti i valori della famiglia” ai tuoi studenti. Un altro giorno ti capita di accompagnarli, i tuoi studenti, a una conferenza informativa della Fondazione Veronesi sull’Energia del futuro: proposte energetiche per […]

Italia amore: episode one

Uno scambio tra Christian Raimo e Marco Mancassola uscito su Rolling Stone di questo mese.

CR >> Tim Robbins all’inizio di Natura morta con picchio scrive che c’è solo una domanda importante: come far perdurare l’amore? Secondo l’Istat in Italia ogni anno avvengono un po’ più di cinquantamila divorzi, in costante aumento. Secondo l’Annuarium Statisticae Ecclasiae, ogni anno circa cinquecento coppie chiedono l’annullamento della Sacra Rota, quasi il doppio di dieci anni fa.

Harold Brodkey, La Promessa

di Christian Raimo

In un’intervista sulla Paris Review nel 1991 Harold Brodkey raccontava di una volta che una sua vicina di casa lo fermò per fargli le congratulazioni per il Nobel. Brodkey gli dovette spiegare il qui pro quo: il Nobel l’avevano dato a Brodskij, non a lui. Forse era il giusto destino per quello che viene ritenuto uno dei più importanti scrittori d’America, e che paradossalmente era considerato tale anche prima che pubblicasse, ventisettenne, la sua raccolta d’esordio, Primo amore e altri affanni

Se le cose vanno male, almeno capire come e perché.

  di Christian Raimo Cosa è successo a Fukushima? Cosa sta succedendo? Cosa è probabile che succeda? I giornali e i politici italiani da più di una settimana stanno rivelando tutta la loro sconcertante mancanza di deontologia, per usare un eufemismo. A un Umberto Veronesi, presidente dell’Agenzia per la sicurezza sul nucleare, Repubblica ieri concedeva un […]

La Costituzione e Fahrenheit 451

di Christian Raimo Sembra una versione estrema di Fahrenheit 451 quella messa in scena da queste manifestazioni in cui si sfila per difendere la Costituzione. Non ne manco una, credo siano momenti di politica importanti, ma dopo un po’ mi sembra di vivere in una sorta di incubo: un mondo in cui tutti, ovunque, bambini, […]

La fenomenologia dello spirito

di Christian Raimo

La ragazza è tornata dal mare
tutta bruciata, aveva gli occhi assonnati
e le mani cadenti, e anche nessuna
voglia di mangiare o fare la doccia.

Sei giorni prima la sua casa era grande,
e l’armadio pieno di vecchie camicie
da uomo, la tv un maxischermo
con duecento canali sintonizzati.

Il rimedio della dialettica contro il culo flaccido

di Christian Raimo Nella Metafisica Aristotele dice: inchiodali al loro linguaggio. Parla dei sofisti di basso livello, dei Megariti, di quella gente che non argomenta in modo preciso, che cerca di buttare tutto in caciara, il cui unico scopo è la delegittimazione dell’avversario. In questi ultimi tempi la battaglia delle truppe cammellate berlusconiane sta mandando […]

Caino

di Christian Raimo

Facciamo una cosa? Una moratoria? Un accordo per cui
gli spettacoli a teatro non si chiamano più “eventi dell’anno”?
Considera solo quest’anno, appunto: è già la seconda volta che ci casco:
rimasto seduto dodici ore per i Demoni di Stein,
e alla fine a mezzanotte l’applauso all’Auditorium era uscito
come lo sfiato di un pallone.