Dalla parte sbagliata

Sembra che per almeno una settimana, anche nel discorso pubblico, si parli di politica, si faccia teoria, si discuta di idee… La manifestazione indetta dalle donne per domenica è passibile di mille critiche ma forse proprio per questo sta avendo il merito – all’interno di un’opinione mainstream quasi sempre risucchiata dall’indignazione a comando o dall’abitudine al cinismo – di dare la stura a un dibattito vivo, con contrapposizioni accese intorno ai corpi, ai desideri, ai modelli di vita, ai rapporti tra i generi e tra le generazioni, e anche alle questioni educative, a quelle morali, etc…

Neurolinguisti da sbarco

Questo articolo è uscito ieri per il Sole 24 Ore.

di Christian Raimo

Alle volte per capire lo spirito del tempo non vanno rincorsi dei segnali periferici, ma basta fermarsi un momento e ascoltare la nota dominante nella sua forma elementare. Insomma basta uscire di casa per accorgersi di come la maggior parte dei cartelloni stradali sei per tre sia colonizzata da pubblicità per l’apertura di nuovi “centri” per il poker e per le scommesse

Non molto

di Christian Raimo.

Nel gennaio del 2002 Berlusconi fece un gesto che suscitò un piccolo strascico di polemiche: regalò due buste con cinquemila euro ciascuna a due “schiave del sesso”, una ventenne bulgara e una minorenne albanese, a palazzo Grazioli. Lo fece alla luce del sole, davanti a don Oreste Benzi, sacerdote da sempre in prima fila, come si dice, nella lotta alla prostituzione.

I padri ingannevoli

di Christian Raimo

Piccolo quiz di inizio anno: di chi sono queste parole?
“Giovani, combattete sempre per la libertà, per la pace, per la giustizia sociale. La libertà senza giustizia sociale non è che una conquista fragile, che per alcuni si risolve semplicemente nella libertà di morire di fame. Libertà e giustizia sociale sono un binomio inscindibile. Lottate con fermezza, giovani che mi ascoltate, e lo dico senza presunzione, ma come un compagno di strada, tanto mi sta a cuore la vostra sorte. Io starò sempre al vostro fianco”.

Essere maschi

Vorrei dare qualche consiglio per i regali di Natale alla famiglia o agli amici di Bruno Vespa, dopo aver letto Il cuore e la spada. È eloquente che il suo libro-panettone, che campeggia a mucchi nei bookstore, dedicato alla storia dei centocinquant’anni dell’unità d’Italia tra pubblico e privato, faccia una precisa scelta di campo: le donne per Vespa non esistono.

Piazza del Popolo

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di Christian Raimo

Il potere ai giovani vecchi! Sono nato tra quei ragazzi allampanati, secchi
i cui insegnanti di filosofia al liceo
leggevano la poesia di Pasolini a Valle Giulia invece di spiegarci Vico
– non l’avevano studiato neanche loro.
Io ho imparato la lezione a tempo proprio:
“poliziotti affamati contro i capelloni figli di papà”
è la storia su cui ho fatto la maturità, prendendo dieci.

La versione di Barnaby

In questi giorni di manifestazioni di piazza sta venendo fuori una generazioni di ragazzi molto più consapevoli di quella che le nostre classi dirigenti si immaginano. Mentre il capo del governo li invita a studiare e mentre la letteratura diventa sempre di più una materia opzionale i ragazzi italiani adottano una nuova forma di protesta che vede proprio nella letteratura un loro riferimento centrale (i book block).

Il pozzo senza Orfeo

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Questo articolo è uscito sul Sole 24 Ore.

di Christian Raimo

Ora che la nostra attenzione è magnetizzata dagli occhi più o meno pixelati di Ruby e sull’omicidio di Sarah si sta delineando una più limpida verità giudiziaria, possiamo parlarne senza farne gossip.

L’antiamore

Volare chagall

di Christian Raimo

Facciamo un’ipotesi. Immaginiamo che nei prossimi tempi venga fuori un video. Venti minuti che ritraggono un rapporto sessuale di Berlusconi con qualcuna delle sue ragazze pagate. Non si sa chi l’ha fatto, non si sa chi come è arrivato alla tale redazione, non si sa se c’è un ricatto dietro…

Introiezione del conflitto

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di Christian Raimo

Vi racconto una storia. Qualche anno fa stavo facendo un’inchiesta sul precariato cognitivo: intervistavo ragazzi tra i venticinque e i trentacinque anni, laureati, iperformati, ipercompetenti, che vivacchiavano tra assegni di ricerca volatili, elemosine dei genitori, e nebulose promesse di contratti – quel paesaggio tristanzuolo che conosciamo.