“Mostri che ridono”, la giostra di Denis Johnson

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(fonte immagine)

Sembra che l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti stia costringendo almeno quattro continenti a ridisegnare la propria idea dell’America: a mutare, cioè, le proprie aspettative, partendo dal biasimo per gli Stati Confederati, colpevoli di aver infuso nazionalismo nella loro emotività – o emotività nel loro nazionalismo, non è ben chiaro. In ogni caso, niente di nuovo. Il sospetto maggiore, a questo punto, è che l’America non sia mai stata ben compresa dai suoi osservatori più distanti. Che, in un certo senso, ne sia circolata sempre – o ne sia stata accolta – un’immagine superficiale, idealizzata dalla sudditanza, di terra grandiosa e controversa, sì, ma mai plausibilmente fragile.

Eppure dovremmo saperlo, visto che il cinema ci ha raggiunto ovunque, che l’America di oggi è Christopher Walken de Il Cacciatore che diventa, tragicamente, John Goodman de Il grande Lebowski, un maschio-isola dalla tempra muscolare, con fantasie catastrofiche e una psicosi insanabile. Dovremmo saperlo, sì, ma non lo sappiamo. Perseveriamo nell’immaginarne un’altra, oscillante fra Erin Brokovich e Be-Bop-A-Lula, e lo scoglio d’incomprensione è così alto da fare ombra alla straordinaria offerta immaginifica che scaturisce da questa psicosi.

La famiglia Fang, ovvero “tutto per l’arte”

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Questo articolo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

Nella scena iniziale della Famiglia Fang, una coppia di artisti concettuali (Caleb e Camilla Fang) mette in scena una rapina in banca coinvolgendo i figli piccoli Annie e Baxter nella performance.

I Fang adulti e bambini si divertono moltissimo, il personale della banca e i clienti decisamente meno, nessuno per fortuna resta ferito. Annie e Baxter da quando sono nati partecipano attivamente alle performance di famiglia. I loro genitori non sono delle brutte persone, sono solo convinti che l’unica cosa che dia senso alla vita sia la possibilità di trasformare ogni gesto in un’opera d’arte, e con coerenza lo mettono in pratica e lo fanno mettere in pratica ai figli.