La Cina di Mo Yan

mo yan

È di qualche giorno fa la notizia del Nobel per la letteratura assegnato allo scrittore Mo Yan. Pubblichiamo un commento di Graziano Graziani.

Quando ho letto che l’artista cinese Ai Weiwei di recente ha protestato contro il Nobel per la letteratura assegnato al connazionale Mo Yan, a causa del fatto che questi sarebbe colluso con il regime, mi è subito venuto in mente un bel passaggio di Tradimento, racconto dell’autore polacco Adam Zagajewski. Si tratta del monologo di un artista vissuto sotto il regime comunista che incalza il suo intervistatore: davvero crede che esistessero due paesi, il regime di qua e l’opposizione di là?, domanda l’io narrante. Che conclude che gli artisti che avevano fatto carriera sotto il regime non erano mediocri opportunisti (mentre gli artisti veri avrebbero sofferto di solitudine e ostracismo): erano piuttosto i migliori, che per il fatto di voler continuare a fare il loro lavoro – forse per protagonismo, addirittura per narcisismo, ma anche perché quella era la loro vita – avevano trovato il modo di farlo dentro la realtà che vivevano.

Il nido

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