Dove succedono le cose

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Questo pezzo è stato parzialmente pubblicato su D – la Repubblica. Illustrazione di Andrea Bruno.

Gli aerei come filo conduttore di una storia, e gli aeroporti come frontiera che separa o che avvicina. Dipende dalla prospettiva. Scritto dal cantautore Vasco Brondi (Le luci della centrale elettrica) e disegnato dal fumettista Andrea Bruno, Come le strisce che lasciano gli aerei (Coconino Press, verrà presentato il 5 ottobre a Ferrara al Festival di Internazionale) è un fumetto estremamente lirico e contemporaneo che accade in cinque giorni, tra febbraio e marzo del 2011, e nelle vite di tre ragazzi, Micol, Rashid e Rico. Ha dentro molto struggimento, e la capacità e il coraggio di affrontarlo, una sua strana bellezza (nei testi, nei disegni e nell’equilibrio dei due) e alcuni tentativi di amore che sono amore anche quando incompiuti o interrotti. A contestualizzare il tutto c’è la cronaca degli sbarchi clandestini, con la loro doppia natura di approdo e fuga, i phone center e gli aeroporti.

Vite a fumetti

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Pubblichiamo una recensione di Daniele Manusia sulle graphic novel «Io le pago» di Chester Brown e «Al Capolinea» di Joe Matt (Coconino Press).

Io le pago è il fumetto autobiografico in cui Chester Brown descrive quindici anni di relazioni con le prostitute. Da quel giorno del 1996 in cui la sua ragazza gli confessa di sentirsi attratta da un altro, all’estate del 2010, quando si rende conto che, di fatto, ormai frequenta sempre la stessa donna, anche se continua a pagarla.

Secondo la tradizione del fumetto underground americano (Harvey Peaker, Robert Crumb) Chester Brown pensa e parla molto all’interno delle sue vignette. Discute la sua scelta pubblicamente, con i suoi amici – i fumettisti Seth e Joe Matt insieme ai quali negli anni novanta formava il così detto Toronto Trio – con un’amica e persino con la sua ex ragazza. Non ha sensi di colpa e non vede la cosa come degradante, per sé o per le ragazze. Frequenta escort che ricevono nel loro appartamento-studio o che vengono a domicilio, niente sesso negli autolavaggi, nessuna di loro sembra costretta a farlo. Andare a mignotte significa: bussare alla porta con il dubbio se la persona che la aprirà sarà davvero attraente, pulire casa se è la ragazza a venire da te, chiacchierare con lei, farsi mettere il preservativo se non ci pensa da sola, pagare prima o pagare dopo, darle o meno una mancia.

Appunti su The Death-Ray

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Pubblichiamo un articolo di Andrea Queirolo, uscito sul blog Conversazioni sul fumetto, su «The Death-Ray» di Daniel Clowes (Coconino Press).

di Andrea Queirolo

Notare bene. The Death-Ray è uscito originariamente nel 2004 sul numero 23 di Eightball, ultimo della serie. Il volume uscito di recente ripresenta la stessa identica storia. Quindi, diversamente da come è stato scritto da altri in modo errato, Death-Ray non è l’ultimo fumetto di Clowes, che per adesso rimane Wilson.

Supereroi e esseri umani. Il primo pensiero che può venire in mente leggendo Death-Ray è rivolto alla rivisitazione del genere supereroistico attuata da Clowes. In realtà, ragionando meglio, è evidente come invece l’aspetto supereroistico sia nettamente in secondo piano rispetto alla caratterizzazione dei personaggi. In effetti, se contiamo la copertina sono solo 7 le pagine in cui compare l’alter ego in costume di Andy e di queste solo in 3 Andy è realmente travestito, mentre nelle altre 4 ci sono solo rimandi immaginari. Escludendo la copertina e la doppia pagina di presentazione, invece, il raggio della morte fa la sua prima apparizione solo a pagina 23 e si rivede per sole altre 4 tavole.