Silenzio, parla la massoneria

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Pubblichiamo un pezzo uscito su Studio e invitiamo i lettori e le lettrici domani alle 19 alla libreria Marco Polo di Venezia: Michele Masneri presenta Addio, Monti con Gianni Montieri.

Non capita tutti i giorni di ricevere un invito stampa a una conferenza della Gludi – Grandi logge Unite d’Italia, organizzato con grande efficienza da una “acaciamagazine.org”, «agenzia di stampa massonica, testata ormai affermata nel mondo del web», come recita l’invito-comunicato. Naturalmente, si va. La location è simbolica: l’Hotel Cicerone, a Roma, deep quartiere Prati, alle spalle di Piazza Cavour. Già quartiere molto massonico: studiato dai perfidi piemontesi a fine Ottocento con grandi boulevard, nessuno dei quali inquadra San Pietro, e alte facciate a impallare la Basilica. Vanta inoltre una presenza di chiese molto inferiore alla media cittadina; e i nomi delle strade tutti provocatoriamente dedicati a personaggi storici della Roma repubblicana e imperiale, poeti latini e eroi risorgimentali, e addirittura una piazza e una via intestate al cattolico adulto Cola Di Rienzo, nobile medievale che tentò di ripristinare la repubblica romana.

Anvedi l’immaginario romano: da Ciceruacchio a Amore tossico (parte prima)

Qualche settimana fa, in un laboratorio teatrale organizzato da Veronica Cruciani, c’era la contessa Castelli-Gattinara che raccontava un episodio della sua infanzia a Roma (siamo negli anni ’30): lei piccola al braccio della mamma che passa davanti alla statua di Ciceruacchio. La madre le dice: “Questo è un eroe romano”, ma quando la contessina la sera parla con il nonno, questo le dice: “Chi Ciceruacchio? Un traditore”.

Questo per dire che per un bel paio di millenni, l’immaginario romano del potere è stato ovviamente legato alla presenza del Papa. È  più o meno quello che racconta Andrea Giardina nel Mito di Roma. Da Carlo Magno a Mussolini: il papato era il Potere, e l’opposizione al Potere si poteva esprimere contro il Papa e i preti. Per questo gli anni dal 1846 al 1849 sono gli anni cruciali di una definizione di rapporti. Il 1846 è l’anno dell’inizio del pontificato di Pio nono – “Er Papa bono” (e Ciceruacchio si schiera con lui), il 1849 quello della Repubblica Romana (con Pio IX che spara contro le truppe di Garibaldi e Ciceruacchio, il quale nel frattempo ha capito che le intenzioni del Papa erano assai poco rivoluzionarie: da Papa bono finirà a scrivere il Sillabo e emanare il non expedit).