Il Man Booker Prize a Paul Beatty

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Dopo aver ottenuto il National Book Critics Circle Award, Paul Beatty raddoppia con il Man Booker Prize, grazie al suo romanzo Lo schiavista, pubblicato in Italia da Fazi Editore. È la prima volta che questo riconoscimento va a uno scrittore americano. Di seguito riproponiamo un pezzo di Gabriele Santoro.

«È illegale gridare “al fuoco” in un cinema pieno di gente, giusto?».
«Sì».
«Be’, io ho sussurrato “razzismo” in un mondo post razziale».

Paul Beatty, classe 1962, radici losangeline, con Lo schiavista (Fazi Editore, 369 pagine, 18.50 euro, traduzione ottima di Silvia Castoldi), appena entrato nella short list del Man Booker Prize dopo aver vinto il National Book Critics Circle Award 2015, guarda al proprio paese, gli pone molte domande e lo dissacra, mettendolo allo specchio, senza coltivare la pretesa di ricevere risposte esaurienti.

Aboliamo le prigioni?

carceri

A cicli mensili o annuali, si parla in Italia di “emergenza carceri”. Questa volta è stato Napolitano stesso a farsi carico di una questione che va al di là di qualsiasi piccola occasione politica. Qualche anno fa a minimum fax pubblicammo un libro radicale, Aboliamo le prigioni? di Angela Davis, che faceva piazza pulita di tutta una serie di luoghi comuni sulle carceri. Ne ripubblichiamo un estratto, sperando che possa contribuire a un dibattito sempre, purtroppo, urgente.

di Angela Davis

In gran parte del mondo si dà per scontato che chiunque sia stato giudicato colpevole di un reato grave vada in prigione. In alcuni paesi – compresi gli Stati Uniti – dove la pena capitale non è ancora stata abolita, un numero piccolo, ma significativo, di persone è condannato a morte per quelli che sono considerati crimini particolarmente efferati. Molti conoscono la campagna per l’abolizione della pena di morte, che in effetti è già stata abolita in quasi tutti i paesi. Persino i più strenui sostenitori della pena capitale ne riconoscono gli aspetti controversi, e sono davvero pochi quelli che non riescono a immaginare che si possa vivere senza di essa.

Il carcere, viceversa, è considerato un elemento inevitabile e permanente della nostra vita sociale. I più rimangono sorpresi nel sentire che anche il movimento per l’abolizione delle prigioni ha una lunga storia, risalente addirittura alla comparsa del carcere come principale forma di punizione.

Il pensiero politico di Obama

A oltre sei mesi dall’insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca, vorrei tirar fuori un commento che scrissi a caldo per Lo straniero (n. 102-103, dicembre 2008-gennaio 2009) sulla sua vittoria elettorale di novembre 2008, e sulla campagna elettorale che ha portato alla sua elezione. Perché? Perché credo che, anche a distanza di tempo, bisogna […]