Un pezzo che si potrebbe intitolare: Le volte che ridiamo leggendo un libro (su Repubblica), oppure Le retoriche del comico (su Alfabeta2)

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Negli anni che forse volgono al declino della Seconda Repubblica, non è facile capire se il bipolarismo sia funzionato in politica per vent’anni e d’ora in avanti invece sarà definitivamente assorbito da terzi poli, governi tecnici, movimenti trasversali. Quello che è certo che la figura di Berlusconi, fin quando è stata al centro dell’agone pubblico, è riuscita a polarizzare la sfera culturale italiana, creando due appartenenze contrapposte.

E se Lolita l’avesse scritta Groucho Marx?

di Fabio Stassi

In un saggio intitolato Groucho e il sigaro, Italo Calvino si inchina alla memoria di Groucho Marx, e aggiunge:

lo associo nel mio rimpianto a un altro grande cinico che se n’è andato questa estate, un altro spietato osservatore del genere umano come spettacolo comico e sgradevole, un altro manipolatore dell’elasticità della lingua

Ridere oggi in Italia

In uno degli ultimi film di Carlo Verdone Grande, grosso e Verdone, per la prima volta sullo schermo viene rappresentato comicamente un personaggio cardinale della nuova antropologia italiana. Il burino che si atteggiava da Elvis con la spider di Un sacco bello, diventato il coatto che lo «faceva strano» in Viaggi di nozze, qui si […]