Cercare, sempre, l’umanità: intervista a Etgar Keret

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Questo articolo è uscito sul dorso toscano del Corriere della Sera, che ringraziamo. Etgar Keret, tra i maggiori scrittori israeliani, dopo la finale al Premio Von Rezzori 2013 con All’improvviso bussano alla porta (Feltrinelli), e nuovamente uscito per Feltrinelli l’anno scorso con Sette anni di felicità, è tornato al premio, incaricato stavolta della tradizionale lectio […]

Quando la distopia è realtà – alcune considerazioni su Cime Abissali di Aleksandr Zinov’ev

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Comincia con la solenne inaugurazione di un immondezzaio poi subito abbandonato, Cime abissali, il più celebre romanzo del logico Aleksandr Zinov’ev, oggi riproposto in volume unico da Adelphi. Se per il lettore italiano la scena è un immediato indicatore della natura satirica dell’opera, per il lettore russo tale nozione giunge addirittura prima. Il titolo, al di là dell’ossimoro, è infatti un gioco di parole tra sijajuščie, radiose, e zijajuščie, abissali, e dato che l’equivalente russo del nostro “sol dell’avvenire” sono le “cime radiose” (del socialismo realizzato) è subito chiaro che si è di fronte a un libro che nel proprio paese non avrebbe potuto vedere la pubblicazione.

L’amor scortese – intervista a Marco Simonelli

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(Una versione ridotta di questo pezzo è uscita sul dorso toscano del Corriere della Sera; la foto è di Tom Garretson) Venga dentro di me che sto carponi, venga strappandomi l’orecchio coi suoi denti e al solito poi mi ricopra di diamanti. Venga dietro, davanti, arrivi ai bivi dei miei possessivi patimenti dei miei remissivi […]

Di Alzheimer non si parla (soprattutto in Italia)

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Quando ero ragazzino andava di moda dire: spastico, mongoloide, un modo a sfregio per non usare più semplicemente la parola idiota. Erano gli anni in cui nelle scuole entrava il termine handicappati, non più bollati come figli infelici. Oggi nelle conversazioni, nelle chat, persino negli sms, se non si riesce a ricordare qualcosa, o si è saltato un appuntamento, o si è perduto un oggetto, scatta subito la battuta: «Scusa, ho l’Alzheimer». C’è pure un thread aperto sul forum di Spinoza.it, ultrapremiato blog satirico, dove la gente si spreme per trovare guizzi di genialità intorno alla perdita di memoria.

Contro il polemismo. Per la critica come mediazione.

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Nelle ultime due settimane si è parlato un bel po’ di narrativa italiana, tra di noi dico. C’è stata un’articolata polemica – molti di voi lo sanno – innescata da un articolo di Franco Cordelli: “La palude degli scrittori”; in cui Cordelli prendeva come bersaglio critico la prosa di due autori che hanno un buon riconoscimento critico come Giorgio Vasta e Giorgio Falco, per poi fare una mappatura molto personale della nuova letteratura italiana, che comprendeva 71 nomi divisi per categorie varie, da vitalisti a novisti, passando per moderati e conservatori.

A Cordelli hanno risposto, sul Corriere della Sera, Gilda Policastro, Paolo Sortino, Raffaella Silvestri, Andrea Di Consoli e Gabriele Pedullà (qui l’ultimo intervento e i link agli altri); su altri luoghi (giornali, blog, facebook) da Luigi Mascheroni a Renato Minore a Andrea Cortellessa a Alfonso Berardinelli a decine di altre persone.

Tre cose su Kurt Cobain, vent’anni dopo

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Il 5 aprile 1994 moriva Kurt Cobain. Lo ricordiamo con un ritratto di Liborio Conca.

Si trasforma in un teppista del rock’n roll

In un pezzo scritto nell’ottobre del 1966, Luciano Bianciardi racconta del tour italiano di Jack Kerouac: era reduce da una «sbornia transoceanica», a Londra dovettero portarlo da un aereo all’altro in ambulanza. Nell’albergo milanese che lo ospita riesce a nascondere una bottiglia di whisky nel bagno – quando gli assistenti la scoprono, ne versano il contenuto nel lavandino. «Ma una bottiglia Jack la trova sempre», scrive Bianciardi, che poi si meraviglia di come in un’intervista televisiva trasmessa più tardi «l’Omero della generazione perduta e sbatacchiata» appaia invece ripulito.

La banda della berlina 2 volumi bianca

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Il 10 marzo il Corriere della Sera, primo quotidiano italiano nell’edizione cartacea e secondo nel digitale, pubblica l’articolo “L’ambulanza che blocca il passaggio e le urla della signora con la Porsche” di Andrea Kerbaker, dove si racconta di una signora con la Porsche che minaccia di denunciare per “occupazione di suolo pubblico” il conducente di un’ambulanza, lasciata alcuni minuti in mezzo a un passaggio; per un codice rosso, perché, dovendo soccorrere una persona in pericolo, era mancato il tempo di parcheggiare a regola d’arte.

Il giorno dopo il Corriere pubblica un lungo intervento del direttore generale di Porsche Italia, che impartisce lezioni di giornalismo, s’avventura in spericolate analisi sulla situazione del paese (esplicitamente lamentando la tassa sul lusso), eccede nel sociologismo triviale e individua nell’articolo di Kerbaker un “ingiusto danno morale ed economico”. Massimo Mantellini, impeccabile, commenta così: “La lettera pubblicata oggi dal Corriere è per conto mio un segno dei tempi: è la rappresentazione di una sopraggiunta grande debolezza giornalistica (o se volete di una usuale ed ampia ingerenza autorizzata dell’inserzionista vero o potenziale). In altri tempi la lunga enciclica Porsche sarebbe stata ridotta a 4 righe nelle lettere al direttore oggi viene riconosciuta come una vera e propria minacciosa rettifica, anche se nel pezzo di Kerbaker non c’è nulla che vada rettificato.”

Se il vendolismo si limita
agli applausi degli artisti

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Dopo l’intervista di Nicola Lagioia per «Repubblica-Bari», un altro pugliese doc tenta una riflessione, dalle pagine del «Corriere della Sera» nazionale, sugli accadimenti che hanno decretato negli ultimi giorni la fine della primavera pugliese, e la conseguente delusione per una serie di aspettative disattese.   

La primavera pugliese sta vivendo un processo involutivo che rischia di comprometterne frutti e radici. Non si tratta degli scandali degli ultimi mesi, ma dello scollamento tra la politica di Nichi Vendola, divenuta più astratta in un’ottica nazionale, e la società civile, il territorio, il ceto intellettuale che tanta fiducia ha riposto in lui e ora può sentirsi spiazzato, come ha colto Luca Mastrantonio sul Corriere della Sera di ieri.

I ragazzi del fiume che non porta al mare

Pubblichiamo una bella recensione di Cesare Segre, uscita sul Corriere della Sera, del nuovo romanzo di Alessio Torino, Tetano.

di Cesare Segre

In un paese dell’Appennino, sulla linea della corriera Roma-Rimini, alcuni ragazzi costituiscono un gruppo molto unito, cui via via si avvicinano i più strani tipi che si possono incontrare al bar o in angoli selvaggi lontani dall’abitato. il gruppo s’inventa iniziative e imprese fine a se stesse:

Luca, sfatiamo un equivoco? Se uno scrittore cerca delle amicizie con altri scrittori, il doppio fine spesso è quello di sentirsi meno solo, non quello di creare una piccola cricca di potere.

di Christian Raimo Qualche giorno fa, all’indomani della premiazione dello Strega, esce l’articolo riportato qui sotto, scritto sul Corriere della Sera da Luca Mastrantonio nella pagina della cultura. Io lo leggo, anche perché mi cita, e non lo capisco. Leggetelo anche voi; e poi, se volete, alla fine della lettura, provate a rispondere a delle […]