Nuovi modi di raccontare il contemporaneo: Intervista a Shane Jones

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di Cristò

Shane Jones è uno scrittore statunitense di quaranta anni che negli ultimi dieci anni ha pubblicato quattro romanzi apparentemente stravaganti che tuttavia sembrano indicare una possibile declinazione contemporanea della narrativa. Ciò che colpisce nella sua scrittura è la capacità di creare mondi bizzarri ma assolutamente concreti e coerenti e di delineare personaggi fortemente simbolici ma anche profondamente umani. Sempre in bilico tra surrealismo, realismo magico e iper-realismo i libri di Shane Jones si discostano tanto dal verismo del grande romanzo americano, quanto dal postmodernismo di fine Novecento e cercano nuovi modi di raccontare il contemporaneo.

“Restiamo così quando ve ne andate” di Cristò: un estratto

cristò

È in libreria Restiamo così quando ve ne andate di Cristò (TerraRossa edizioni): ne pubblichiamo un estratto ringraziando l’autore e l’editore. (Immagine: Ali Yahya via Unsplash)

di Cristò

Giovedì

«Sì, mamma, sto bene, tutto a posto.»

«No, oggi non lavoro per fortuna. Quello stronzo ieri mi ha preso di punta.»

«No, no, tranquilla, non ho risposto, ho continuato a lavorare, ho fatto come dite voi. Mi sono ficcato la faccia nel culo e ho continuato a lavorare.»

Nostalgia universale. “Panorama” di Tommaso Pincio

disfatto

di Cristò

Devo partire dall’invidia, poi mi farò da parte.

Per scrivere dell’ultimo romanzo di Tommaso Pincio non posso che partire da un sentimento che considero deprecabile in ogni sua forma e che invece non sono riuscito a evitare durante la lettura. D’altronde partire da un vizio (o da una virtù) è la caratteristica comune dei romanzi di NN Editore, raccolti in serie sotto il nome ViceVersa.

Quindi parliamo brevemente di questa invidia che ho provato per poi lasciar scorrere fluidamente alcune riflessioni sul romanzo in cui cercherò in tutti i modi di essere lettore puro. Si tratta in realtà di due invidie, separate anche se consequenziali. La prima è nei confronti dello scrittore Tommaso Pincio, qui narratore (quasi) onnisciente; la seconda è nei confronti del personaggio Ottavio Tondi. Ho invidiato la precisione e l’eleganza della scrittura del narratore, ho desiderato essere altrettanto bravo e poi ho desiderato cancellare questa invidia per godere meglio il romanzo come lettore disinteressato alla pratica della scrittura; quindi ho invidiato Ottavio Tondi e il suo disinteresse totale per la scrittura, la sua capacità di essere lettore e basta.

Shane Jones che sculaccia la cameriera

shane jones

di Cristò

Un vecchio si sveglia, la cameriera entra in camera e apre le finestre. Il vecchio le racconta alcune immagini di un sogno appena svanito. Mentre il vecchio si fa la doccia, la cameriera pulisce la stanza e rifà il letto. Trova tra le lenzuola delle vespe morte. Il vecchio esce dalla doccia e prende un asciugamano. L’asciugamano è umido, la cameriera ha dimenticato di metterne uno pulito. Anche oggi non è il giorno in cui tutto è perfetto. Dovrà sculacciarla. Duramente.

Un giovane scrittore si sveglia, il racconto che sta scrivendo entra in camera e apre le finestre. Lo scrittore ricorda alcune immagini di un sogno appena svanito. Mentre rifà il letto gli sembra di ricordare una trama, c’erano delle vespe morte. Poi va a farsi la doccia e continua a pensarci su. Forse il sogno si riferiva a quello che stava scrivendo, gli suggeriva delle cose, ma tutto svanisce molto velocemente. C’era una chiave, qualcosa di buono per il suo racconto. Mentre esce dalla doccia prende un asciugamano, è umido, doveva ricordarsi di cambiarlo, ma il racconto, quello che deve scrivere, cancella tutti gli altri pensieri. Il sogno intanto svanisce irrimediabilmente. Anche oggi non è il giorno in cui tutto è perfetto. Dovrà faticare a scrivere.

La società della stanchezza

christian bale in 'the machinist'

(Questo pezzo è liberamente ispirato dalla lettura de “La società della stanchezza” di Byung-Chul Han, Nottetempo ed. 2012).

di Cristò

Lo sapete già di chi è la colpa: è colpa vostra.

Se non riciclate, se telefonate al parente infermiere per anticipare di un paio di mesi la data della visita medica, se lasciate l’acqua della doccia aperta mentre vi insaponate i capelli, se tenete troppo tempo acceso il condizionatore, se non pagate il biglietto dell’autobus, se comprate il caricatore del cellulare dai cinesi, se non chiedete lo scontrino al bar, se parcheggiate in doppia fila. È colpa vostra in ogni caso. Se l’azienda in cui lavorate è in perdita, se comprate troppo a rate, se non comprate abbastanza, se avete tre cellulari, se non arrivate a fine mese, se siete depressi. Non potete dare la colpa al governo, è colpa vostra. Del resto ce lo dicono fin da piccoli che tutto è possibile: basta impegnarsi. Volere è potere, quante volte ve l’hanno detto?

È colpa vostra e basta.

Tu

matthias brandes

Pubblichiamo un articolo di Cristò sull’uso della seconda persona nella novella «La luce prima» di Emanuele Tonon e nel racconto «Profezia» di Sandro Veronesi.

di Cristò

Sarebbe bello stilare una lista completa della letteratura scritta in seconda persona. Nei corsi di scrittura creativa (come la chiamano) si sprecano parole, ore dilezioni sulla prima e sulla terza, sulle differenze d’uso e di potenziale narrativo dell’una e dell’altra; su come possa essere strategico mettere l’io narrante in bocca a un personaggio secondario che funga da osservatore del vero protagonista (alla maniera di Melville, dicono) o su quanto possa semplificare alcuni nodi narrativi l’uso corale della terza persona che favorisce al lettore uno sguardo dall’alto di una situazione complessa. Sulla seconda persona, invece, si tace quasi sempre. Il tu mette spesso a disagio gli scrittori perché il tu è il peggiore nascondiglio che l’io possa scegliere.

Corrispondenze d’amorosi sensi

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di Cristò

In pratica sto cominciando a innamorarmi dopo essere stato lasciato.
Sono stato lasciato diverse volte. Prima da Kurt Vonnegut. Tutta colpa del suo ultimo romanzo Cronosisma che non sono riuscito a finire. Con lui era stata una storia intensa e passionale perché lui era uno scrittore che sapeva metterti in mezzo al gioco, che non ti faceva sentire trattato da lettore qualsiasi. Eri orgoglioso che lui ti avesse scelto come lettore. Tra te e lui c’era una specie di stima reciproca, quel tipo di stima che in una coppia rende il sesso molto più soddisfacente.