Le ragazze del fumetto

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In questo articolo, uscito per «D di Repubblica», Tiziana Lo Porto ci presenta alcune giovani fumettiste della scena comics italiana, che intervistate sottolineano tutte quante l’importanza del web e dei social network per la diffusione delle loro opere.

Sono nate negli anni Ottanta, di mestiere fanno i fumetti, vivono dove le porta il disegno, hanno un blog. È in rete che bisogna cercare per incontrare le ragazze italiane del fumetto. Si annidano tra blog e social network, raccontano in forma di disegno il loro quotidiano vivere, concedono eleganza, umorismo e irriverenza all’altrimenti asettica dimensione virtuale. “Se fai fumetti avere almeno un blog è molto importante. A essere bravi e professionali si ha anche una pagina web. Bisogna sfruttare il più possibile gli aspetti positivi e l’aiuto che ti può offrire la rete per diffondere il tuo lavoro”.

A parlare è Alice Socal, nata a Mestre nel 1986. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna e attualmente vive e studia ad Amburgo, da dove pubblica i suoi lavori sul blog vuoto-incipiente.blogspot.com, ed è autrice di una delle più folgoranti opere prime a fumetti pubblicate in Italia lo scorso anno.

Uno spazio inviolato

di Benedetta Marietti

Non tutte le storie d’amore raccontate in letteratura si equivalgono, ne esistono alcune più intense e commoventi di altre. Soprattutto se sono accadute realmente. Quella narrata magistralmente da Stefan Merrill Block nel suo secondo romanzo, La tempesta alla porta (Neri Pozza, pp. 378, 17,50 euro, traduzione di Stefano Bortolussi), è una storia di amore e follia, di attesa e passione, che cattura per autenticità e urgenza.

Bronx & Poetry

di Tiziana Lo Porto Si chiama To Be Heard (www.tobeheard.org) ed è un documentario girato nel Bronx che racconta le storie (vere) di tre adolescenti a cui la poesia ha cambiato la vita. Girato in quattro anni, e presentato nei mesi scorsi a festival del cinema e del documentario di mezza America (incassando anche parecchi premi e [...]

Intervista a A.M. Homes

Li avevamo lasciati sapendo già come andava a finire. Sposati, lui in carriera, lei a casa, due bambini piccoli, una villetta con giardino in cui Elaine e Paul vivevano impantanati in una vita che si prospettava tutta uguale. A muoverli il desiderio di andare avanti così, poi quello di restare da soli, poi ancora quello di essere “da soli insieme”. Già protagonisti a inizio anni novanta del racconto Adulti da soli della raccolta della scrittrice americana A.M. Homes La sicurezza degli oggetti, ritornano nel romanzo Musica per un incendio (Feltrinelli, traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini).

Il re pallido

Questa tavola è una recensione disegnata de «Il re pallido», ultimo romanzo di David Foster Wallace, uscita per «D-Repubblica».
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Imperial Bedrooms

Questa tavola è una recensione disegnata di Meno di zero di Bret Easton Ellis, uscita per D-Repubblica. Cliccando sull’immagine è possibile ingrandirla.

We get the media we deserve

Questo articolo è uscito per D-Repubblica. di Tiziana Lo Porto The Influencing Machine è un libro a fumetti che andrebbe regalato a tutti quelli che a vent’anni hanno rinunciato in partenza a credere nei media, a chi a sessanta non ci ha mai creduto o ultimamente ha smesso di crederci, a quelli che vedono complotti [...]

Il sangue è randagio

Una recensione disegnata di Tiziana Lo Porto e Daniele Marotta al romanzo Il sangue è randagio, di James Ellroy, apparsa su D-Repubblica. Cliccando sull’immagine è possibile ingrandirla.

Come diventare una flapper

di Tiziana Lo Porto

Di tutti i costumi fabbricati in casa e indossati per le feste di carnevale della mia infanzia, ce n’è uno che ricordo più degli altri. Era un vestito anni venti, bordeaux e ghiaccio, eravamo nel 1983, e io avevo undici anni. Arrivata alla festa il mio abito anni venti mal si adeguava al resto dei costumi nella stanza facendomi sembrare quanto mai un’aliena, una ragazzina piovuta da un altro pianeta.

Buon compleanno Bob (una lettera in 33 tempi)

Caro Bob Dylan,
1. il primo tuo disco che è entrato a casa mia me lo sono dovuta comprare da me. Avevo tredici anni, mia madre ascoltava solo Lucio Battisti, mio padre era in fissa coi Pink Floyd, e mia sorella era innamorata di Bruce Springsteen. Il giorno che ho deciso di trovare anch’io la mia musica, sono entrata in un negozio di dischi e ti ho visto sulla copertina di Blonde on Blonde: è stato amore a prima vista.