Patrimonio senza storia: sulla situazione degli archivi in Italia

SEP1F1big

di Maria Pia Donato

Il mese scorso due iniziative hanno richiamato l’attenzione sulla rovinosa situazione del patrimonio archivistico e librario in Italia. Due gridi d’allarme disperati.

L’Associazione Italiana Biblioteca, l’ICOM e l’Associazione Nazio­nale Archi­vi­stica ita­liana, con A chi compete la cultura, avvisano che la riforma Delrio delle province mette a rischio centinaia di istituzioni culturali lasciandone indeterminata la responsabilità. “A chi toccherà finanziare, amministrare, salvaguardare e valorizzare il patrimonio culturale delle amministrazioni provinciali, continuare l’attività di enti, fondazioni e direzioni che lo hanno gestito in questi anni, custodire gli edifici che li ospitano (spesso essi stessi di enorme valore) e soprattutto tutelarne l’apertura, la qualità dell’offerta e tutti i servizi al pubblico?”, si chiedono. Già, che succederà?

Sulle tracce degli scrittori selvaggi: Andrés Neuman racconta Roberto Bolaño

0e2d29f1922d66dc19a5837bd8343889

di Marco Gigliotti

Roberto Bolaño non ha mai vissuto a Madrid, ma è proprio qui che è atterrato nel 1977, a ventiquattro anni, proveniente dal Messico. C’è una foto che lo ritrae mentre scende la scaletta dell’aereo, con una valigia in mano, i capelli lunghi e lo sguardo smarrito di chi si ritrova per la prima volta in un altro continente. La capitale sarà per Bolaño solo un luogo di passaggio, sceso dall’aereo si dirigerà a Barcellona per raggiungere la madre.

Bolaño non ha scritto quasi nulla sulla capitale spagnola: un numero irrisorio di pagine ne I detective selvaggi e in 2666 e un articolo intitolato «Come arrivare a Madrid», inserito poi in Tra Parentesi. Nell’articolo, oltre a dire che Madrid non esiste o che forse è una città immaginaria, racconta che i suoi alberghi preferiti sono quelli tra la piazza di Santa Ana e Lavapíes, gli alberghi dove andava all’epoca in cui faceva l’autostop e riusciva a resistere diversi giorni senza mangiare  né dormire. Ho prenotato un ostello in questa zona perché nonostante sia in pieno centro, adiacente a Puerta del Sol, è molto economica. Avrei dovuto condividere il bagno con gli altri ospiti del piano, ma per una serie di imprevisti, dice la ragazza della reception, mi è toccata una stanza col bagno interno. Per raggiungerla devo andare in un altro edificio e fare a piedi sei rampe di scale. La stanza è minuscola, riesco a malapena a infilare il mio trolley nello spazio tra il letto e la parete. Dalla finestra vedo l’entrata di una discoteca che promette decibel e schiamazzi fino all’alba.

Dove finisce Masterpiece: stampato in centomila copie* (*tra carta e digitale)

Vincitore-con-Coppola1-500x381

In attesa dell’uscita del suo Come finisce il libro, un’indagine sullo stato dell’arte dell’editoria ai tempi di Amazon, del crollo (davvero irreversibile?) dei fatturati e dell’e-book, proponiamo questo pezzo di Alessandro Gazoia  (jumpinshark) su un recente episodio che, dello stato dell’arte di parte dell’editoria italiana, può forse essere inteso come specchio deformante.  di Alessandro Gazoia  (jumpinshark) In un […]

Il cantiere dell’Inferno. Nel bunker di Segrate a tradurre Dan Brown.

libri

di Roberta Scarabelli In principio era New York. Le tre traduttrici cominciarono a consultare entusiaste i cartelloni di Broadway. Poi diventò Londra. E le tre traduttrici si dissero che anche Covent Garden non era poi male. Infine fu Segrate. Scuotendo la testa, le tre traduttrici ammisero di avere sempre amato le filodrammatiche del dopolavoro ferroviario. […]

Sede Vagante – I media e il Vaticano/2

pontifex

Qui la prima parte. (Fonte immagine: PontifEX (2013), documentario di Emiliano Sacchetti, prodotto da Federico Schiavi.)

Nei discorsi che hanno accompagnato il cammino verso la recente elezione del nuovo pontefice è stato inevitabile che si facessero paragoni con “l’altra volta”. Magari meglio circostanziato nei dibattiti televisivi, ma spesso per le strade chiamato semplicemente “l’altra volta”, il lungo calvario di Giovanni Paolo II e la successiva elezione di Benedetto XVI rappresentano l’eterno paradigma dell’evento epocale per eccellenza. I numeri possono dare un’idea delle differenze tra le due successioni: Wojtyla fu ricoverato una prima volta il 1 febbraio 2005 e morì il 2 aprile successivo; le esequie furono celebrate l’8 aprile, il conclave si svolse il 18 e il 19, l’intronizzazione di papa Ratzinger avvenne il 24 aprile. Un totale di 83 giorni, contro i soli 37 trascorsi dall’annuncio di dimissioni di Benedetto XVI alla messa di insediamento di Francesco. Va considerato inoltre che nel 2005 il cambiamento di pontefice avveniva dopo quasi 27 anni, dall’ottobre del 1978.

Il tradimento dei chierici e dei chierichetti

00028454

La diffidenza, e incomprensione reciproca, tra intellettuali e tv parte da lontano. E così la tv italiana si condanna alla serie B. Pubblichiamo un articolo di Aldo Grasso apparso sull’ultimo numero di «Link».

di Aldo Grasso

Gli intellettuali vanno volentieri in tv a presentare i loro libri ma fanno poco per la tv, molto poco. Anzi, se possono ne parlano male. Una sera, nel salotto mondano di Daria Bignardi mi è capitato di vedere Giorgio Faletti che insolentiva con una battuta sprezzante Pietro Citati, reo di aver sostenuto che “oggi la lettura tende a diventare una specie di orgia, dove ciò che conta è la volgarità dell’immaginazione, la banalità della trama e la mediocrità dello stile. Credo che sia molto meglio non leggere affatto, piuttosto che leggere Dan Brown, Giorgio Faletti e Paulo Coelho”. Il grande apporto dato alla tv da Faletti è il personaggio di Vito Catozzo o quello di Carlino, ai tempi di Drive in. Alla letteratura non so.