«The Walk» e «Spectre»: la libertà in bilico sul filo

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Questo articolo è uscito sulla Gazzetta del Mezzogiorno, che ringraziamo.

Leggenda vuole che il padre dei fratelli Lumière giudicasse « u n’invenzione senza futuro» il cinematografo appena concepito nel 1895 a Parigi. Non è andata proprio così, il che oltretutto la dice lunga sulla perspicacia dei genitori. Non v’è dubbio infatti che il cinema sia un simulacro della macchina del tempo, ovvero quanto di più vicino si possa immaginare al sogno dell’uomo di viaggiare in epoche diverse, che si tratti di risuscitare gli spiriti del passato o di costruire un futuro allettante. Ogni tanto alcuni film giungono a ribadire questa valenza onirica eppure profondamente «realistica» del Cinema. Non sono sempre film d’autore, magari di quelli – prediletti da Woody Allen – che contengono la parola «morte» nel titolo. Anzi, spesso la resistenza immaginifica al presente «immutabile» o la scorribanda fra utopie e distopie si annida in prodotti spettacolari di massa.