“Elle”, ritratto di signora dal romanzo di Philippe Djian

elle

Oggi sarà presentato al Festival di Cannes il film Elle, tratto dal romanzo Oh… di Philippe Djian. L’intervista che segue è uscita sul Venerdì di Repubblica, che ringraziamo. La traduzione dal francese è di Andrea Inzerillo.

La circostanza che trasforma un’esclamazione in un pronome si crea qualche tempo fa a Parigi, all’uscita dell’Odéon, al termine di uno spettacolo teatrale. Isabelle Huppert – da Violette Nozière di Chabrol a La pianista di Haneke, semplicemente una tra le più grandi attrici del mondo – si avvicina a Philippe Djian – parigino, classe 1949, oltre venti libri all’attivo tra romanzi e racconti (in Francia li pubblica Gallimard, in Italia Voland, li traduce Daniele Petruccioli), diversi premi e adattamenti cinematografici (nel 1986 Jean-Jacques Beineix si basò su 37°2 le matin per realizzare il film omonimo, in italiano Betty Blue;nel 2011 André Téchiné ha portato sullo schermo Imperdonabili).

Umuzungu

tribu

Tre romanzi, usciti da poco in Italia, utili per indagare quella salutare inquietudine che caratterizza il nostro rapporto con l’altro. Carlo Mazza Galanti per «il manifesto».

Umuzungu, toubabu, oyinbo, fauré, umlungu: diversi termini per denotare, nel continente africano, una sola “entità”: l’uomo bianco. Ma quante sono le sfumature del bianco nel corso della storia, nel presente, nella vita quotidiana e sullo sfondo spesso opaco e sfuggente delle società africane? Quante le maschere, quanti gli abiti indossati in terra africana dall’uomo occidentale come individuo e rappresentante della propria civiltà? La letteratura può aiutarci a capirlo.