Una dichiarazione d’amore al Toro di uno che a Torino non ci è nato né ci ha vissuto

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Su Rivista Undici, che vi invitiamo a leggere, è iniziata una serie di articoli sul tifo e le sue sfaccettature. Questa è la prima puntata, scritta da Ivan Carozzi e dedicata al Torino. Ringraziamo l’autore e la testata. (Fonte immagine)

Quando ho iniziato a tifare il Torino? Non c’è una risposta, perché è una domanda sull’origine. E io non so da dove vengo. La memoria può spingersi come una torcia fino ad un certo punto. Fino a quando la luce diventa intermittente. Poi non c’è più nulla. Solo buio. Il Torino è la squadra che tifava mio fratello, più grande di me di cinque anni. Questo lo so. Ma quando è iniziato? E chi ero io, prima, in quella pappa morbida, senza tempo, quando ancora non avevo cominciato a parlare, a contare con le dita, a formarmi, a diventare, fra tante cose, anche un tifoso? Prima di radicare nella polpa del cuore l’affezione determinata per un colore e una squadra? Un lunedì mattina di effervescenza, dopo la vittoria col Bilbao e il Napoli, dopo dodici risultati utili in campionato, ho scritto a mio fratello. Gli ho chiesto: ma tu ti ricordi, Massimo? Eccetera eccetera. Tu lo sai quando o perché hai iniziato a tenere per il Toro?