Cicli e ricicli della scuola (e della storia)

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di Maria Pia Donato 

“Abbiamo tre cicli di scuola, due funzionano molto bene, uno, quello intermedio, molto meno. La scuola media inferiore è quella che ha bisogno di maggiore attenzione.” È questa una delle prime dichiarazioni della Ministra dell’Istruzione Stefania Giannini all’indomani dell’insediamento del governo Renzi, ormai più di un mese fa (Corriere della Sera, 25 febbraio 2014). Una tra le molte, per la verità, e non sempre coincidenti. Nella stessa intervista, infatti, la Ministra affermava che la riduzione di un anno delle superiori non era “una carta vincente”, mentre due giorni prima, il 23 febbraio, aveva dichiarato a Repubblica “sì al liceo in quattro anni, è un modello internazionale”.

Sono già cento anni… Saussure nel 2013

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di Daniele Gambarara

Il 22 febbraio 1913, quando aveva compiuto 55 anni da pochi mesi, morì Ferdinand de Saussure.  In quel momento, nel mondo della cultura, l’avvenimento colpì poche persone, soprattutto linguisti svizzeri, francesi, tedeschi, che lo conoscevano dal suo capolavoro scritto a vent’anni – il Saggio sul sistema primitivo delle vocali in indoeuropeo -, e che rimpiangevano che non avesse scritto di più, altri articoli e monografie di linguistica storica come quelli degli anni giovanili.

Tre anni dopo, due allievi ginevrini che erano già studiosi affermati, Charles Bally e Albert Sechehaye, redigono un montaggio degli appunti degli studenti dalle sue lezioni di Linguistica generale, tenute dal 1907 al 1911 a Ginevra, e lo pubblicano a suo nome: è il Corso di linguistica generale. Prima edizione nel 1916, seconda edizione nel 1922, il libro conquista seguaci geniali a Mosca e San Pietroburgo, a Praga, a Copenaghen, a New York. Si apre la stagione dei Circoli linguistici, e quella degli strutturalismi: quello classico europeo, ma anche quello statunitense, e a loro modo anche i post-strutturalismi continuano a farvi riferimento. Tutto l’ambito delle scienze dell’uomo ne esce trasformato.