Vent’anni di Infinite Jest

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Esattamente vent’anni fa usciva negli Stati Uniti Infinite Jest. Ripubblichiamo per l’occasione un saggio di Christian Raimo sul romanzo di David Foster Wallace, originariamente apparso su Lo Straniero.

TEMI

Il mondo di Infinite Jest (da qui IJ) è una versione 2.0 del nostro mondo: un futuro non troppo remoto in termini cronologici, dove gli anni sono sponsorizzati («Anno del Glad», «Anno del pantaloni per adulti Depend»…) e dove interi stati sono stati destinati a fungere da discarica per altri stati più sviluppati. Il paesaggio è occupato non più parzialmente, ma totalmente da soggetti di un mondo molto post-fordista, ossia:

Droga & piacere

IJ ha una traccia neanche troppo complessa che lo struttura, e cioè: cosa succede a una cultura che decide che il significato della vita consiste nello sperimentare quanto più piacere possibile per la maggior parte del tempo possibile? L’eroe del libro, Don Gately: «Il senso primario di addiction implica l’essere legati, devoti a qualcosa praticamente o spiritualmente, nell’immolare la propria vita, nell’immergersi. Ecco, io ho cercato proprio questo». (IJ. p. 1073)

Gli dei di New York. Alcol, solitudine, pietà. Ritratti dell’ultima capitale

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Questo articolo è uscito su La Lettura del Corriere della Sera, che ringraziamo (fonte immagine).

Su una nave che lambisce New York, per un attimo, Scott Fitzgerald sente che può essere salvato. Sono le prime luci della sera, l’autore di Belli e Dannati è a prua e dalla terra ferma ascolta echeggiare il fragore che precede la festa. Fitzgerald torna a Manhattan dopo tre anni di assenza e un pugno di libri di successo, non ha nessuna intenzione di darsi pace per la donna che ama. Sa già di essersi venduto l’anima alla bottiglia. Cammina sul ponte, tutto solo, e ammira lo scintillio newyorchese mentre la banda della nave suona un marcetta volgare rispetto al rumore bianco di Manhattan.

Ascolti d’autore: Dana Spiotta

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Questa è la versione integrale delle interviste a Dana Spiotta uscita su ilmascalzone.it e su Outsider. Qui la prima puntata di Ascolti d’autore. (Fonte immagine)

 Americana, quarantasettenne, insegnante di letteratura alla Syracuse University, Dana Spiotta è l’autrice di Versioni di me (minimum fax, 2013), che Thurston Moore ha definito «un romanzo rock’n’roll che non ha uguali».

È vero che il rock’n’roll ti ha salvato la vita?

Certo, proprio come nella canzone dei Velvet Underground, “Rock’n’Roll”. Quando vivevo nella provincia californiana e mi sentivo molto diversa dalle mie compagni di classe, la musica che ascoltavo mi servì per capire che essere diversi era ok. Tutto ciò che dovevo fare era trasferirmi in città e cercare altri tipi strambi come me.

A che età hai iniziato ad ascoltare musica?

Quando ero molto piccola avevo dei cugini più grandi di me che mi davano dei dischi. Divenni però un’ascoltatrice autonoma e seria, provvista di cuffie, dedita alla lettura dei testi, all’età di dieci anni.

Anthony Cartwright e il realismo inglese

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(Fonte immagine)

Sulla copertina dell’ultimo romanzo di Anthony Cartwright si vede un bambino che punta una pistola al di fuori del nostro campo visivo, sullo sfondo di un cielo azzurro: il libro si intitola How I Killed Margaret Thatcher ed è stato pubblicato nell’agosto del 2012 da Tindall Street Press, editore anche dei due precedenti lavori dello scrittore di Dudley. In Italia il titolo farà pensare a una linea narrativa che ha vissuto momenti di splendore qualche anno fa (Chi ha ucciso Silvio Berlusconi, 2005; Shooting Silvio, 2006; Ho ammazzato Berlusconi, 2008; eccetera), ma calata nel suo contesto l’immagine è più inquietante che ironica.

Il meglio di Pagina3 – Settimana dal 24 al 28 dicembre

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Questa rubrica è in collaborazione con Pagina 3, la rassegna stampa culturale di Radio3. Tutti i venerdì minima&moralia selezionerà gli articoli più significativi tra quelli letti ogni mattina in radio dai conduttori di Pagina 3 e ve li segnalerà. In questo modo cercheremo di offrire una panoramica su quello che è stato il dibattito culturale italiano nel corso della settimana. Il conduttore del mese di dicembre è Nicola Lagioia. Un ringraziamento particolare a Radio3 e a Marino Sinibaldi.

Lunedì 24 dicembre:

• La Natività. Libertà e uguaglianza nella storia dell’uomo. La conciliazione di divino e umano da Hegel in poi. Articolo di Michele Ciliberto, l’Unità, pp. 14-15.

• Fantascienza con la data di scadenza. Articolo di Fabio Deotto su rivistainutile.it

Una conversazione con Rem Koolhaas

Questa intervista è stata pubblicata su Abitare. GR: Visto che questa sarà una conversazione sulla scrittura e sulla letteratura, vorrei dichiarare con forza che almeno ora, per questa occasione, Rem Koolhaas non è un architetto ma uno scrittore. La mia prima domanda, infatti, riguarda l’angoscia dell’influenza, termine coniato da Harold Bloom, un teorico della letteratura che […]