Che Fare², una volta non basta

chefare

Questo articolo è comparso (in forma più lunga) la prima volta su doppiozero il 28 ottobre 2013.

di Doppiozero

Nel momento in cui le convenzioni che stanno dietro all’economia sono in difficoltà, ecco che gruppi, singoli, imprese e movimenti si attivano per generare e mettere in circolo valore sociale e culturale. Il valore delle buone idee ora si trova anche nel consenso che queste riscuotono nei pubblici produttivi, tra le comunità e i territori. L’industria culturale tradizionale, fondata  sul consumo di massa, fatica a interpretare adeguatamente le esigenze e le aspirazioni delle persone e delle comunità nell’accesso alla cultura. Per questo è necessario immaginare nuove formule basate sulla creatività, l’innovazione, la collaborazione. È da questa situazione che nascono pratiche diverse, molteplici, sperimentali, ancora tutte da esplorare. Modi di pensare e agire la cultura che spesso si muovono negli interstizi lasciati incustoditi dagli attori più tradizionali e sono portate avanti da coloro che non hanno paura della tecnologia e capiscono invece – o più semplicemente “sentono” – che si tratta di un mezzo e non un fine. Un tavolo di lavoro per assemblare collettivamente narrazioni e visioni.

I blog letterari e i soldi, un post piuttosto autoreferenziale

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di Christian Raimo Oggi sono andato a Milano a parlare di quello che state leggendo, ossia di minimaetmoralia. Ero stato invitato in un panel che comprendeva eFFe, autore di un libro molto efficace sui bookblog, Marco Liberatore di Doppiozero, Stefano Salis del Sole 24ore e Alessandro De Felice di Rivista Studio. Tutte persone – e […]

Blog, riviste e siti letterari: il dibattito culturale in Rete

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Questo pezzo è uscito su Repubblica. (Immagine: Miler Lagos.)

“L’ascesa dei blog letterari danneggia la letteratura e rischia di abbassare il livello della critica”.

A parlare è sir Peter Stothard, direttore del «Times Literary Supplement» e presidente di giuria del prossimo Man Booker Prize. Riportata di recente dall’«Indipendent», la dichiarazione ha scatenato oltremanica le polemiche di rito sul dilettantismo digitale. “È bello che in giro ci siano tanti book blogger”, ha continuato Stothard, “ma essere un critico è diverso dal limitarsi a condividere dei gusti. Non tutte le opinioni hanno lo stesso valore”. Il problema è che Stothard è a propria volta un blogger, e qualche tempo fa un suo avatar incontrava Lara Croft in una special edition di Tomb Rider messa a punto dalla Core proprio in accordo col «Times».

La Costituzione e Fahrenheit 451

di Christian Raimo Sembra una versione estrema di Fahrenheit 451 quella messa in scena da queste manifestazioni in cui si sfila per difendere la Costituzione. Non ne manco una, credo siano momenti di politica importanti, ma dopo un po’ mi sembra di vivere in una sorta di incubo: un mondo in cui tutti, ovunque, bambini, […]

Cotto e smangiato

di Marco Belpoliti

Che cos’è una ricetta? Un racconto di come si confeziona un piatto. Vigono regole ben precise: la sequenza temporale delle azioni da compiere deve essere inesorabile, niente flash back, niente agnizioni, nessuna concessione alla divagazione; precisione e rigore. Fabula e intreccio devono coincidere rigorosamente: niente analessi e prolessi! Ne va del piatto da confezionare. Nessuno accende il fuoco sotto la casseruola vuota.