Discorsi sul metodo – 24: Walter Siti

waltersiti

Walter Siti è nato a Modena nel 1947. Il suo ultimo romanzo è Bruciare tutto (Rizzoli 2017). * * * 

Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura?

 Quando lavoro a pieno ritmo, comincio a scrivere verso le dieci del mattino fino all’una, poi riprendo verso le 15,30 fino […]

“Osservo, sogno e disegno”: intervista a Milo Manara

manara1

Questa intervista è uscita sul Foglio: ringraziamo l’autore e la testata.

di Salvatore Merlo

“Quando gli amici di mio nipote, che ha diciassette anni, cominciano a guardarmi con una faccia strana, devo ammettere che a volte mi capita di pensare: ‘Ma non è che, forse, stanno leggendo i miei lavori?’”. E quando sorride, quest’uomo di settant’anni, colto e raffinato, composto nel tono e nei modi, si trasforma come il cielo nuvoloso in un giorno di vento, e il suo volto, delicato e misteriosamente ironico, improvvisamente assomiglia a quello di un monello.

Uno sguardo che nasconde, sotto un innocente pagliaio, un sottilissimo ago di spiritosa malizia. “Una volta Michele Serra mi ha detto: ‘Milo, sei l’unico uomo che riesce ad eccitarmi’”. Ed è a questo punto, trovandosi davanti al maestro dell’erotismo a fumetti, che si pone un problema non facile, quello cioè di travestire di abili perifrasi la domanda ormai improrogabile: ma lei lo sa che i ragazzini si masturbano sui suoi disegni?

I sensi del design

Making Sense

Questo articolo è uscito sul numero 15 della rivista Multiverso, che ringraziamo (fonte immagine).

di Riccardo Falcinelli

Senso, in un’accezione esistenziale, sta per sensatezza. Della realtà, del mondo, come quando diciamo “non ha senso” o chiediamo “che senso ha?”. I filosofi parlano di “orizzonte di senso”, come se qualcosa che si trova lontanissimo fosse garante delle cose che abbiamo vicine. E non a caso, nelle immagini prospettiche e nelle fotografie, l’orizzonte è appunto la rappresentazione grafica dell’infinito. Interrogarsi sul senso sembrerebbe inevitabile per l’homo sapiens, conseguenza di una mente che è in grado di astrarre. Ci sono però quelli che stanno bene nel mondo così com’è, e quelli, più speculativi, che vogliono saperne di più. Il problema ontologico e quello metafisico riguardano il senso, ma le religioni tendono più spesso a istituzionalizzare, banalizzandolo. Del resto il ruolo della religione sembrerebbe più lenire che spiegare. E il design? La domanda non sembri una provocazione.

Letteratura integrale o distillata?

allenwoody-640x350

Si sta molto discutendo in questi giorni sull’opportunità di pubblicare romanzi “distillati”, cioè tagliati per facilitarne la lettura. Interpellato sull’argomento, mi è sembrato che la lunghezza (per alcuni eccessiva) di certi romanzi offrisse uno spunto per una piccola riflessione su certe caratteristiche della letteratura. Il pezzo è uscito su Repubblica. Cosa cerchiamo davvero quando ci mettiamo a scrivere o a leggere un romanzo? Oltre alle […]

Quello che Dave Eggers dice nel suo ultimo romanzo

shuttle

«Come ho detto l’altro giorno, se ci fosse una specie di progetto per quelli come me, penso che potremmo davvero fare del bene».
«Stai parlando ancora di quei canali?»
«Un canale, un’astronave. Una colonia sulla luna. Anche solo un ponte. Che ne so. Ma girare in tondo, starsene seduti, mangiare a tavola… non funziona. Abbiamo bisogno di qualcos’altro».
«Che cosa vorresti costruire? Il mondo è già stato costruito».
«E quindi devo andare al passo in un mondo già costruito? È uno scherzo?»
«È lo scherzo in cui vivi».

Siamo alle battute finali dell’ultimo romanzo di Dave Eggers, I vostri padri, dove sono? E i profeti, vivono forse per sempre?, pubblicato da Mondadori con traduzione di Marco Rossari.

Non avere niente da perdere. Una conversazione con Antonio Moresco

antoniomor

(fonte immagine)

di Valentina Botti

Nessuno conosce Clivio, eccetto le diecimila anime che riempiono i paesi limitrofi. Eppure, quando rispondo alla domanda di Antonio Moresco che si informa da dove vengo, rimango sbalordita dal suo cenno di capo e dal racconto di come bazzicasse queste zone durante il periodo di impegno politico. L’accogliente sottotetto del palazzo milanese trasformato a studiolo, la poltrona avorio su cui mi fa accomodare e il suo modo di parlare affabile mi mettono subito a mio agio.

Viaggio tra gli appunti di David Foster Wallace

1346927_david_thumb_big

Il 21 febbraio 1962 nasceva David Foster Wallace. Pubblichiamo un reportage di Riccardo Staglianò uscito sul Venerdì di Repubblica, ringraziando l’autore e la testata. (Fonte immagine)

Austin (Texas). Una parte cospicua di quello che fu il disco fisso esistenziale di David Foster Wallace è stata salvata in un bunker di calcare e vetro. L’Harry Ransom Center dell’università del Texas a Austin sta diventando il Fort Knox della letteratura contemporanea. L’ultima acquisizione è quella dell’archivio, compresi 17 anni di email personali, di Ian McEwan (due milioni di dollari). Prima era stata la volta di Joyce, Salinger, Coetzee. Ma anche di molti manoscritti di Borges, la copia autografa di Pound della Terra desolata e un ciuffo dei capelli castani di Byron.

Esce oggi in Italia “Sottomissione”: l’intervista a Michel Houellebecq

web_Houellebecq--672x359

Dopo essere uscito in Francia lo scorso 7 gennaio, giorno dell’attentato contro la redazione di Charlie Hebdo, arriva oggi nelle librerie italiane Sottomissione, il nuovo romanzo di Michel Houellebecq (edito da Bompiani)Pubblichiamo l’intervista che lo scrittore ha rilasciato a Stefano Montefiori per il Corriere della sera, e ringraziamo la testata e l’autore. (Fonte immagine)

di Stefano Montefiori

Parigi. Dopo l’attentato a Charlie Hebdo, il più celebre scrittore francese Michel Houellebecq ha lasciato Parigi, protetto dalla polizia. Il giorno del massacro alla redazione, il 7 gennaio, è uscito in Francia per Flammarion il suo ultimo romanzo, Sottomissione, che sarà nelle librerie italiane domani [oggi per chi legge, ndr], edito da Bompiani. Houellebecq immagina una Francia del 2022 dove il presidente musulmano Ben Abbes vince le elezioni, islamizza la società e progetta di ricreare in Europa e nel Mediterraneo una sorta di impero romano, unito dall’Islam. Houellebecq aveva sospeso la promozione del suo libro, ma ha scelto di mantenere l’impegno preso con il Corriere della Sera.

Georg Trakl, l’anniversario che valeva la pena ricordare

101595-md

Questo pezzo è uscito su Internazionale.

Con la convulsa sciatteria che porta i giornali italiani a bruciare ricorrenze pur di anticiparsi tra loro (decine di articoli su Julio Cortázar, Dylan Thomas, Marguerite Duras sbattuti in pagina settimane se non mesi prima dei cento anni dalla nascita di questi autori, con il paradossale effetto di non poterne più parlare nel giorno che dovrebbe celebrarli), la nostra stampa ha ignorato all’unanimità il centenario della morte di Georg Trakl.

Eppure è proprio il poeta austriaco, suicida a soli ventisette anni, ad aver interpretato meglio di altri la tragedia della Grande Guerra – altra ricorrenza trasformata dai mezzi d’informazione nell’esercizio di retorica necessario a non indagare a fondo l’evento che segnò la fine della modernità, primo atto del doppio tracollo europeo dalle cui ceneri non siamo mai del tutto risorti. La fine dell’Europa, di cui la finis Austriae fu la più dolce e struggente delle ouverture, è la premonizione, il dramma e insieme la maledizione di Georg Trakl.

Conversazione con Franco Maresco

Franco-Maresco01

Domani si inaugura la 71a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Tra i film più attesi c’è Belluscone – una storia siciliana di Franco Maresco. Con piacere pubblichiamo questa conversazione tra Maresco e Andrea Inzerillo apparsa originariamente sulla rivista on line di cultura cinematografica Rapporto Confidenziale che ringraziamo e vi invitiamo a visitare.

Andrea Inzerillo: Ci sono molte aspettative per il tuo nuovo film Belluscone – una storia siciliana, forse anche viziate da un equivoco, dal momento che si ripete spesso (ancora a distanza di anni) “Maresco, che si è separato da Ciprì”. Questo mi fa pensare che non molti abbiano visto Io sono Tony Scott, data anche la sua sfortunata storia produttiva e distributiva. Si pensa che Belluscone sia il tuo primo film in solitaria ed è un peccato, anche perché arriva a Venezia già con una distribuzione in sala, e dunque almeno sulla carta è un film più fortunato di Tony Scott. Mi piacerebbe sapere se hai percepito questa attesa e che tipo di reazioni ti aspetti.

Franco Maresco: Proprio stamattina Alessandra e Gabriele, che curano l’ufficio stampa del film e che lavorano per la Lucky Red e per Parthénos mi dicevano: “Franco, c’è molta attesa rispetto al film”. Poi mi hanno chiesto: “ma non è che tu per caso pensi di non venire a Venezia?” (perché dieci anni fa è stato così per Come inguaiammo il cinema italiano).