La guerra non è finita. La sentenza Mladić

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La primavera del 1994 era cominciata da pochi giorni, quando Ana Mladić non si concesse più la fantasia di immaginare l’avvenire. Aveva ventitré anni, era una brillante studentessa di medicina, iscritta all’ultimo anno di università a Belgrado, e decise di uccidersi dentro casa con la pistola preferita del padre, una Zastava custodita fra i diari di guerra. Per Ratko Mladić, comandante militare serbo-bosniaco dell’allora esercito noto come VRS (Vojska Republike Srpske), a differenza della figlia c’era invece ancora molto da combattere.

L’Europa in seppia di Dubravka Ugreŝić

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Questo pezzo è uscito su Pagina 99, che ringraziamo (fonte immagine).

A qualche anno di distanza dall’uscita di un saggio, Cultura Karaoke, che è un libro dentro a tanti libri, Dubravka Ugreŝić ha faticosamente smesso di fumare, ma ha conservato lo stesso sguardo delle sue pagine. La raccolta di riflessioni Europa in seppia (nottetempo, pp. 349, 18.50 euro) parla di un futuro che tarda ad arrivare e di un passato divelto da un montaggio cinematografico privo di emozioni e coscienza.

«Forse solo uno che crede di avere un futuro osa costruire musei», dice. Lei, croata, classe 1949, figlia di un matrimonio misto, scrittrice di romanzi e saggi, che rende un genere letterario alto, mantiene la piacevole aggressività dell’eloquio, della penna, senza smarrire i tocchi di umorismo che la contraddistinguono e l’idiosincrasia per l’etichetta di autrice in esilio.

L’evasione al potere

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Questo pezzo è uscito su Pagina 99.

Le Pussy Riot erano all’asilo, quando Dubravka Ugresic, insieme ad altre due colleghe, Slavenka Drakulic e Rada Ivekovic, fu costretta a lasciare la Croazia per la sua opposizione al nazionalismo. Era il 1993. «Prostitute, nemiche pubbliche, streghe» fu il gentile commento con cui il governo croato chiamò queste tre temibili donne. Dubravka Ugresic oggi vive tra l’Olanda e gli Stati Uniti, è una scrittrice di successo tradotta di 20 lingue, idolatrata in America dove è appena uscito il suo ultimo saggio “Europe in Sepia” (Open Letter Books), una raccolta di saggi politici che in cui l’autrice passa delle contestazioni di Zuccotti Park fino ai riots di South London. Da noi invece è meno conosciuta ma da poco è uscito il sorprendente “Cultura Karaoke” (Nottetempo, 408 pagine, euro 19,50, traduzione di Olja Perišić Arsić e Silvia Minetti), una raccolta di saggi che è stato finalista al National Book Critics Circle Award per la critica.